Attualità - 22 giugno 2026, 07:15

Caso Nessy Guerra, con Tamer in libertà torna la paura per la giovane sanremese. Intanto il ricorso in Cassazione punta a ribaltare la condanna per adulterio

L'ex marito della 24enne è tornato in libertà dopo il pagamento della cauzione. Depositato il ricorso alla Corte di Cassazione egiziana: la difesa contesta la riapertura del procedimento, la validità delle prove e denuncia gravi irregolarità nell'intero iter processuale

Tutto da rifare. L'ansia e la paura sono tornate a bussare con prepotenza nella casa egiziana sotto protezione di Nessy Guerra e della sua piccola Aisha. A nulla sono serviti i tanti appelli lanciati negli ultimi giorni: Tamer Hamouda è stato scarcerato e con lui torna anche la preoccupazione che possa accadere qualcosa alla 24enne di origine sanremese o al viceconsole onorario d'Italia a Hurgada, Orazio Gioacchini, che aveva avuto la forza e il coraggio di denunciare le minacce subite. Il pagamento della cauzione, pari a circa 85 euro, ha consentito all'ex marito di Nessy di tornare in libertà. 

Se da una parte ci si aspettava, vista l'esiguità della somma richiesta, che questo momento potesse arrivare, dall'altra ha sorpreso l'iter che ha portato alla scarcerazione. Secondo quanto appreso da SanremoNews, infatti, la cauzione sarebbe stata versata già da alcuni giorni, ma il rilascio non è stato immediato. Nonostante le diverse condanne riportate in Italia – per le quali, secondo quanto ricostruito dalla difesa della giovane, Hamouda dovrebbe scontare complessivamente circa tre anni di reclusione – oggi l'uomo si trova nuovamente a piede libero.

Per Nessy Guerra significa ripiombare in quello stato di costante apprensione che accompagna ormai la sua quotidianità da oltre due anni. L'arresto era avvenuto dopo la denuncia presentata dal viceconsole onorario Orazio Gioacchini, che aveva riferito alle autorità egiziane di essere stato prima destinatario di una richiesta di denaro e poi di gravi minacce. Nei giorni successivi, sia Nessy sia la sua avvocata italiana, Agata Armanetti, avevano più volte chiesto alle istituzioni di non abbassare la guardia, sottolineando come la scarcerazione rappresentasse uno scenario concreto.

In queste ore, però, una piccola speranza arriva dal fronte giudiziario. È stato infatti depositato il ricorso in Cassazione contro la condanna a sei mesi di carcere e lavori forzati per adulterio. Un ricorso che la stessa Nessy Guerra definisce "fatto bene" e sul quale il collegio difensivo ripone fiducia. 

Dall'atto depositato emerge una linea difensiva articolata, che punta innanzitutto a contestare la legittimità stessa della riapertura del procedimento penale. Secondo la difesa, infatti, la Procura egiziana aveva già disposto nel luglio 2024 il non luogo a procedere per insufficienza di prove, dopo che le indagini avevano escluso elementi idonei a sostenere l'accusa di adulterio. Nel ricorso si sostiene che il procedimento sarebbe stato successivamente riaperto utilizzando elementi già valutati e ritenuti non sufficienti, senza la presenza di reali prove nuove, circostanza che, secondo gli avvocati, violerebbe le stesse norme del codice di procedura penale egiziano.

Un altro passaggio centrale riguarda la confessione dell'uomo indicato come presunto amante di Nessy Guerra. La difesa ricorda come quella dichiarazione sia stata successivamente ritrattata con un atto notarile e sostiene che sarebbe stata resa sotto pressioni e minacce. Proprio su questo punto il ricorso contesta ai giudici di primo e secondo grado di non aver approfondito né motivato adeguatamente le ragioni per cui quella confessione sia stata comunque ritenuta attendibile.

Nel ricorso vengono inoltre richiamati ulteriori elementi che, secondo i legali, non sarebbero stati adeguatamente valutati durante il processo. Tra questi figurano la presunta offerta di denaro rivolta al testimone affinché accusasse Nessy Guerra, le successive ritrattazioni e le contestazioni sull'attendibilità di alcune testimonianze utilizzate per arrivare alla condanna.

La difesa evidenzia inoltre come le sentenze di primo e secondo grado si fonderebbero su motivazioni ritenute insufficienti e non chiarirebbero in modo puntuale quali elementi abbiano concretamente dimostrato la consumazione del reato contestato. Anche per questo motivo viene chiesto alla Corte di Cassazione di annullare la condanna.

La battaglia giudiziaria, però, resta soltanto uno dei fronti aperti. Parallelamente prosegue infatti anche la causa relativa all'affidamento della piccola Aisha e quella per ottenere la revoca del blocco all'espatrio della bambina, mentre sul piano politico continuano gli appelli rivolti al Governo italiano affinché venga trovata una soluzione diplomatica che consenta il rientro in sicurezza della giovane madre e della figlia.

La scarcerazione di Tamer Hamouda riporta oggi la vicenda esattamente al punto da cui sembrava essersi allontanata pochi giorni fa. Con una differenza, però: mentre cresce nuovamente la paura per la libertà di Nessy Guerra, il ricorso in Cassazione rappresenta ora uno degli snodi più importanti dell'intera vicenda giudiziaria. Da quella decisione potrebbe dipendere non soltanto il futuro della condanna per adulterio, ma anche il destino di una battaglia che da anni intreccia giustizia, diplomazia e diritti fondamentali.