Nuovo sostegno istituzionale per Nessy Guerra e la piccola Aisha. Dopo le mozioni approvate in diversi consigli comunali liguri, le interrogazioni parlamentari, la conferenza stampa alla Camera dei Deputati e le numerose prese di posizione politiche delle ultime settimane, anche la Consigliera di Parità della Regione Liguria, Laura Amoretti, ha deciso di intervenire direttamente scrivendo al ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Una lettera nella quale chiede al Governo di valutare ogni iniziativa utile per garantire tutela alla giovane sanremese e alla figlia, ancora bloccate in Egitto, facendo appello ai principi costituzionali di libertà, uguaglianza e dignità della persona.
Fin dalle prime righe, Amoretti richiama il ruolo delle istituzioni nella difesa dei diritti fondamentali. "Ministro Tajani, mi rivolgo a Lei in qualità di Consigliera di Parità della Regione Liguria per sottoporre alla Sua attenzione una vicenda che richiama principi fondamentali di libertà, uguaglianza, dignità della persona e tutela dei diritti delle donne e dei minori, valori che costituiscono il fondamento della nostra Costituzione e trovano riconoscimento nelle normative nazionali, europee e internazionali."
Pur ricordando che le competenze della Consigliera di Parità riguardano principalmente la promozione delle pari opportunità e il contrasto alle discriminazioni nel mondo del lavoro, Amoretti spiega come, davanti a situazioni che coinvolgono i diritti fondamentali di una donna e di una bambina, sia necessario andare oltre gli ambiti strettamente amministrativi. "Pur essendo le competenze della Consigliera di Parità principalmente riferite alla promozione delle pari opportunità e al contrasto delle discriminazioni nel mondo del lavoro, esse si inseriscono in una più ampia funzione di tutela dei diritti fondamentali e di contrasto a ogni forma di discriminazione e violenza di genere. Quindi è doveroso esercitare il proprio ruolo laddove vi sia una violazione del principio di parità lesivo della dignità della persona."
Il cuore della lettera è dedicato proprio al caso della giovane sanremese. "Pertanto ritengo necessaria l'attenzione del Governo sulla situazione che coinvolge la cittadina italiana Nessy Guerra e la figlia minore Aisha. Secondo quanto riportato da diverse fonti, la signora Guerra risulterebbe da oltre due anni trattenuta in una condizione di forte limitazione della propria libertà personale da parte di un uomo già condannato in Italia per condotte violente. Tale quadro, ove confermato, impone la massima attenzione delle Istituzioni nazionali e una valutazione urgente di ogni strumento di tutela attivabile a favore di una nostra concittadina e di una minore."
Nel documento viene inoltre richiamato il recente rafforzamento della normativa italiana contro la violenza di genere, sottolineando come proprio lo Stato debba garantire una protezione concreta anche quando una cittadina italiana si trova all'estero. "La vicenda assume particolare rilevanza anche alla luce delle recenti innovazioni normative introdotte nell'ordinamento, tra cui l'articolo 577-bis del codice penale, sostenuto dal Suo Governo e volto a rafforzare la risposta dello Stato nei confronti delle condotte violente in ambito familiare e di genere. Proprio in coerenza con tale indirizzo legislativo, appare doveroso che lo Stato eserciti ogni azione utile a garantire la protezione effettiva delle vittime e la loro messa in sicurezza, soprattutto quando si tratta di una cittadina italiana all'estero e di una minore."
Amoretti insiste poi sul concetto di responsabilità istituzionale, evidenziando come la tutela della libertà personale e dell'interesse superiore della minore debbano rappresentare una priorità. "Quando sono in gioco la libertà, la sicurezza e la dignità di una donna, nonché il superiore interesse di una minore, le Istituzioni hanno il dovere di attivare ogni strumento disponibile per garantire una tutela effettiva. La capacità dello Stato di proteggere i propri cittadini trova infatti espressione concreta proprio nelle situazioni in cui risultano maggiormente esposti a condizioni di vulnerabilità."
La parte finale della lettera assume un tono ancora più personale, ricordando che dietro il procedimento giudiziario esistono due persone che attendono una soluzione. "Dietro ogni principio giuridico vi sono persone, storie e vite concrete. Vi è una donna italiana e una bambina il cui benessere deve rappresentare una priorità assoluta dell'azione istituzionale."
Da qui la richiesta rivolta direttamente al ministro Tajani. "Confido pertanto che il Governo voglia valutare con la massima attenzione ogni iniziativa utile, anche attraverso i canali diplomatici e consolari competenti, al fine di garantire la piena tutela dei diritti coinvolti e favorire una soluzione che assicuri protezione, sicurezza e rispetto della persona."
La lettera si conclude con un appello che allarga il significato della vicenda oltre il singolo caso. "Per Nessy, per Aisha, per tutte le donne che vedono messi in discussione i propri diritti e si aspettano che lo Stato sia presente quando libertà, dignità e uguaglianza vengono minacciate."
L'iniziativa della Consigliera di Parità della Regione Liguria si aggiunge così alle numerose prese di posizione istituzionali registrate nelle ultime settimane sul caso della giovane sanremese. Mentre sul fronte giudiziario proseguono il ricorso in Cassazione contro la condanna per adulterio e il procedimento per l'affidamento della piccola Aisha, continua infatti a crescere anche la mobilitazione politica affinché il Governo italiano intensifichi ogni iniziativa diplomatica utile a favorire il rientro in sicurezza di madre e figlia.