Attualità - 20 giugno 2026, 19:44

Caso Nessy Guerra, Tamer Hamouda scarcerato in Egitto: pagata la cauzione dopo l'arresto per le minacce al viceconsole italiano

L'ex marito della giovane sanremese era stato arrestato lo scorso 9 giugno dopo la denuncia del viceconsole onorario Orazio Gioacchini. Nei giorni scorsi Nessy Guerra e l'avvocata Agata Armanetti avevano lanciato l'allarme: "Non abbassate la guardia"

Dopo pochi giorni di detenzione, Tamer Hamouda è tornato in libertà. L'ex marito di Nessy Guerra è stato scarcerato nel pomeriggio di oggi, dopo l'arresto scattato lo scorso 9 giugno in seguito alla denuncia presentata dal viceconsole onorario d'Italia a Hurgada, Orazio Gioacchini.

Secondo le prime informazioni raccolte, a consentire la scarcerazione sarebbe stato il pagamento della cauzione da parte di un amico dell'uomo. Una volta completate le formalità previste dalle autorità egiziane, Hamouda ha quindi lasciato il carcere.

La notizia arriva dopo giorni di forte preoccupazione espressa sia dalla giovane sanremese sia dalla sua legale italiana, Agata Armanetti, che avevano più volte invitato a non considerare l'arresto come una svolta definitiva della vicenda.

Nei giorni scorsi, infatti, Nessy Guerra aveva raccontato di essere stata informata dai propri avvocati della possibilità che l'ex marito potesse tornare rapidamente in libertà dietro il pagamento di una cauzione di importo contenuto. Una prospettiva che aveva alimentato nuovi timori per la sicurezza della giovane e della figlia Aisha.

Anche l'avvocata Agata Armanetti aveva sottolineato come il fermo dell'uomo non modificasse il quadro complessivo della vicenda, ricordando che la priorità restava quella di garantire il rientro in sicurezza di Nessy e della bambina in Italia attraverso un intervento politico e diplomatico.

L'arresto di Hamouda era avvenuto dopo un episodio che aveva coinvolto direttamente il viceconsole onorario italiano di Hurgada. Secondo quanto denunciato, l'uomo avrebbe prima chiesto del denaro al rappresentante italiano e, al suo rifiuto, lo avrebbe minacciato, arrivando a prospettare di farlo "sparare alle gambe". Un episodio che aveva portato all'apertura di un procedimento da parte delle autorità egiziane e al successivo fermo.

Nei giorni successivi, tuttavia, erano emerse alcune criticità nella qualificazione dei fatti contestati. Secondo quanto riferito dalla difesa di Nessy Guerra, nella trascrizione della denuncia le presunte minacce sarebbero state ricondotte a semplici insulti, circostanza che avrebbe reso possibile la scarcerazione dietro pagamento di una cauzione.

La liberazione di Hamouda riporta ora al centro le preoccupazioni espresse più volte dalla stessa Nessy Guerra. La giovane sanremese aveva infatti spiegato di temere che, una volta tornato libero, l'ex marito potesse riprendere comportamenti intimidatori nei confronti delle persone coinvolte nella vicenda, a partire dal viceconsole onorario Orazio Gioacchini, fino ad arrivare alla stessa famiglia Guerra e ai professionisti che la stanno assistendo.

Sul fronte giudiziario, intanto, nulla cambia rispetto agli altri procedimenti ancora aperti. Prosegue infatti l'iter del ricorso in Cassazione contro la condanna per adulterio, mentre resta fissata al prossimo 6 agosto la nuova udienza relativa all'affidamento della piccola Aisha. Rimane inoltre aperta la causa per ottenere la revoca del blocco all'espatrio della bambina.

La scarcerazione di Hamouda rappresenta quindi un nuovo capitolo di una vicenda che continua a intrecciare aspetti giudiziari, diplomatici e politici. Per Nessy Guerra e il suo team legale, però, il nodo centrale resta immutato: ottenere una soluzione che consenta alla giovane madre e alla figlia di rientrare in sicurezza in Italia, mentre prosegue la battaglia nelle aule dei tribunali egiziani.