Ospedaletti Insieme punta i riflettori sulla vicenda delle penali cancellate nei confronti della C.E.M. S.p.A. e annuncia il deposito di un'interpellanza per chiedere chiarimenti all'Amministrazione comunale. Al centro della questione, la decisione del Comune di rinunciare a oltre 52 mila euro di sanzioni applicate alla società per i ritardi nell'esecuzione dei lavori di difesa della costa.
Secondo il gruppo di opposizione, la notizia sarebbe emersa soltanto attraverso gli atti pubblicati all'Albo Pretorio e non sarebbe mai stata illustrata al Consiglio comunale durante le commissioni o nel dibattito che ha preceduto il voto del 26 marzo, quando l'assemblea è stata chiamata a esprimersi sul riconoscimento del pubblico interesse del progetto del porto turistico, nel quale la stessa società ricopre un ruolo di rilievo.
«Prima il Consiglio comunale viene chiamato a esprimersi favorevolmente sul progetto del porto senza essere informato dell'esistenza di un contenzioso e delle penali contestate alla società. Poi, poche settimane dopo quel voto, il Comune sottoscrive un accordo bonario che cancella integralmente le sanzioni», afferma Ospedaletti Insieme, sottolineando come la tempistica della vicenda sollevi interrogativi.
Per questo motivo il gruppo consiliare chiede di conoscere perché il Consiglio comunale non sia stato informato, per quale ragione si sia deciso di rinunciare alle somme contestate dagli uffici comunali e se tali elementi siano stati valutati nell'ambito delle verifiche sull'affidabilità dei soggetti coinvolti nel progetto del porto. L'interpellanza domanda inoltre se esistano altri rapporti economici o contenziosi tra il Comune e la stessa società che non siano stati portati all'attenzione del Consiglio.
«Quando si discutono progetti destinati a cambiare il volto di Ospedaletti e si assumono decisioni che incidono sulle risorse pubbliche, il Consiglio comunale deve essere messo nelle condizioni di conoscere tutti gli elementi rilevanti. I cittadini meritano di sapere. E l'Amministrazione ha il dovere di spiegare», conclude Ospedaletti Insieme.