La funivia Sanremo-Monte Bignone torna a far parlare di sé. A quarant'anni dalla sua definitiva scomparsa, il sogno di rivedere le cabine solcare il cielo tra Sanremo e San Romolo riaffiora ancora una volta nel dibattito cittadino. Venerdì scorso, infatti, in Comune si è tenuto un incontro tra l'amministrazione comunale, l'architetto Carlo Cillara Rossi, progettista della celebre Skyway del Monte Bianco, e l'ingegner Gianni Rolando, per affrontare il tema di un ipotetico nuovo impianto a fune verso il Monte Bignone. Un confronto che gli stessi amministratori matuziani hanno confermato, scegliendo però di non entrare nel merito e rinviando ai prossimi giorni eventuali precisazioni sull'argomento.
Il solo fatto che il dossier sia tornato sui tavoli di Palazzo Bellevue è bastato a riaccendere entusiasmo, ricordi e inevitabili interrogativi. Perché la storia della vecchia funivia insegna che il fascino della nostalgia spesso si scontra con la complessità della realtà. La fine dell'impianto non fu improvvisa, ma il risultato di un lento declino. Negli anni Ottanta erano già evidenti le difficoltà economiche e strutturali: per adeguare la funivia alle normative dell'epoca sarebbe servito oltre un miliardo di lire, risorse che non c'erano. A San Romolo, inoltre, non nacquero mai quelle strutture ricettive e quei servizi che avrebbero dovuto trasformare la località nella promessa "Città in vetta".
L'impianto arrivò agli anni Novanta ormai obsoleto. Le cabine, i sistemi di sicurezza, i freni, i motori elettrici e quelli di emergenza necessitavano di interventi radicali. La demolizione delle funi venne deliberata il 12 maggio 1995 dal commissario prefettizio Piccolo e, l'anno successivo, la funivia scomparve definitivamente anche dai documenti amministrativi, con il licenziamento del personale ancora in servizio. Eppure, per generazioni di sanremesi e turisti, quella linea sospesa nel vuoto ha rappresentato molto più di un semplice mezzo di trasporto. Portava verso un territorio vivo, frequentato, animato da ristoranti, luoghi di ritrovo e occasioni di svago. Si saliva per trascorrere una giornata diversa, immersi nel verde e in un'atmosfera che oggi appartiene soprattutto ai ricordi.
Ed è proprio qui che nasce il nodo principale di qualsiasi progetto futuro. Una nuova funivia dovrebbe rispondere a una domanda tanto semplice quanto decisiva: per portare le persone dove? San Romolo è cambiata profondamente rispetto agli anni del boom dell'impianto. Molte attività storiche hanno chiuso, i servizi si sono ridotti e la mobilità privata ha preso il sopravvento. Oggi chi decide di raggiungere la zona lo fa prevalentemente in automobile, senza vincoli di orario o coincidenze. Dal punto di vista tecnico ed economico, inoltre, la realizzazione di un nuovo impianto appare di difficilissima attuazione. Le normative sulla sicurezza sono diventate molto più severe rispetto al passato e imporrebbero standard elevatissimi. I vecchi piloni e le strutture esistenti non sarebbero riutilizzabili e il progetto dovrebbe essere ripensato integralmente, con investimenti di decine di milioni di euro.
Per questo motivo, al di là del consenso che l'idea potrebbe raccogliere sul piano politico e istituzionale, il vero elemento decisivo sarebbe la presenza di investitori privati pronti a mettere sul tavolo le risorse necessarie. Solo attraverso una forte partnership economica il progetto potrebbe trasformarsi da suggestione a proposta concreta. Resta dunque il fascino di un simbolo che continua ad abitare la memoria collettiva della città. La funivia del Monte Bignone rappresenta una pagina importante della storia di Sanremo, capace ancora oggi di emozionare chi l'ha vissuta. Ma tra il ricordo di ciò che è stato e la possibilità di ciò che potrebbe essere, il percorso da compiere appare lungo e tutt'altro che in discesa.
Per il momento, da Palazzo Bellevue filtra soltanto prudenza. Nei prossimi giorni si capirà se quello andato in scena venerdì sia stato soltanto un incontro esplorativo o il primo passo di un progetto destinato ad alimentare nuovamente il dibattito sul futuro della città.