"In merito ai recenti fatti della movida sanremese, faccio fatica a comprendere che cosa abbiano da reclamare i residenti e perché pretendano quel silenzio ristoratore che, pur essendo un diritto, sembra creare così tanti problemi a una sana e rispettosa imprenditoria commerciale". Sono le parole del nostro lettore Leonardo Kogliodima, in relazione alla discussione sui rumori della movida ed in particolare dopo i fuochi artificiali di sabato scorso.
"Un'imprenditoria sempre vigile nel prendersi tutto lo spazio possibile, garantendo però – ci viene detto – la legalità, con luci accese, musica ad alto volume e locali aperti fino a tarda notte, a disposizione dei giovani che, si sa, sono economicamente produttivi in una provincia che occupa l'ultimo posto in Liguria per istruzione scolastica. Del resto, per un drink non serve l'istruzione: paghi due e bevi tre; e dopo quattro o cinque consumazioni non serve nemmeno sapere quanto si stia pagando o che ore siano. E poi, diciamolo: che cosa hanno da reclamare questi residenti, in una città e in una regione che, a suo tempo, hanno considerato gli anziani «economicamente improduttivi» e che, forse, ancora oggi li percepiscono come un peso, un ostacolo a un certo modello di turismo? Io ho sempre pensato che la legalità dovessero assicurarla le Forze dell'Ordine. Evidentemente mi sbaglio, dal momento che nei luoghi della movida sanremese essa pare venga garantita da altri. Così anche i fuochi d'artificio finiscono per assumere il nobile scopo di illuminare meglio quei luoghi, favorendo un più efficace controllo a tutela della legalità stessa. Non ci resta allora che essere grati per lo stoico sacrificio e l'impegno imprenditoriale profuso fino alle tre del mattino, mentre altri – gli «economicamente improduttivi» – avrebbero la pretesa di dormire. Il silenzio? Esiste quello, assordante, dell'Amministrazione comunale: così sollecita e pronta a intervenire, metro alla mano, per misurare lo spazio occupato da una panchina nella desolazione di via Martiri, ma totalmente assente nel rassicurare cittadini ed elettori che il rispetto delle leggi e dei regolamenti comunali verrà garantito anche altrove. Magari cominciando da piazza Muccioli, dove non è chiaro se ci si trovi in un'area pedonale, in un parcheggio selvaggio di auto e moto, in una discarica o lungo il percorso dei mezzi per la raccolta dei rifiuti, costretti a fare lo slalom tra sei panchine in pietra. È invece chiarissima la quotidiana assenza di rispetto delle regole. E a quelli che vorrebbero semplicemente riposare? State tranquilli: avrete tutta l'eternità per farlo. Non lamentatevi per qualche notte insonne. In fondo, mentre le notti insonni tendono a zero, l'eternità tende all'infinito. Se proprio non vi sta bene, lasciate questa città. L'economia reclama un prezzo e i vostri diritti sembrano ormai marginali e irrilevanti, destinati a scivolare via tra un drink e l'altro".