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Politica | 09 giugno 2026, 07:08

Passerella sul Roya, il Comitato InVentimiglia: «Non vogliamo fermarla, ma garantire la sicurezza della città»

Il Comitato chiarisce il ricorso al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche: al centro le criticità idrauliche della foce, le opere di mitigazione non completate e la richiesta di verifiche sulle lavorazioni in corso nell'alveo

Passerella sul Roya, il Comitato InVentimiglia: «Non vogliamo fermarla, ma garantire la sicurezza della città»

Nessuna opposizione alla ricostruzione della passerella sul Roya. Anzi, la volontà dichiarata è quella di vedere ripristinato il collegamento tra le due sponde nel più breve tempo possibile. A precisarlo è il Comitato InVentimiglia, che interviene pubblicamente dopo le polemiche sorte negli ultimi giorni in merito al ricorso presentato al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche. Secondo il Comitato, sarebbe infatti errato sostenere che l'iniziativa giudiziaria abbia come obiettivo il blocco dell'opera. La questione posta all'attenzione dei giudici riguarderebbe invece un tema ritenuto prioritario: la verifica delle condizioni di sicurezza idraulica della foce del Roja e del centro cittadino prima della prosecuzione dei lavori.

Una questione di sicurezza e non di contrapposizione politica

Nel documento diffuso dal Comitato viene sottolineato come l'azione intrapresa non abbia natura politica ma sia motivata da considerazioni tecniche e di sicurezza pubblica: «Nessuno nel Comitato è contrario alla ricostruzione della passerella», viene ribadito, precisando che la richiesta avanzata al Tribunale riguarda la necessità di accertare preventivamente alcune criticità che interesserebbero direttamente il delicato equilibrio idraulico del tratto terminale del Roya. Secondo InVentimiglia, gli eventi che hanno colpito la città negli ultimi anni dimostrerebbero come il tema non possa essere affrontato in maniera superficiale. Il riferimento è in particolare all'alluvione dell'ottobre 2020, ma anche ai successivi episodi di infiltrazioni, allagamenti e problemi alle reti di drenaggio che continuano a interessare abitazioni, cantine, attività commerciali e infrastrutture urbane nelle aree prossime alla foce. Il Comitato evidenzia come il Roya non possa essere considerato semplicemente un corso d'acqua da attraversare mediante una passerella, ma rappresenti un sistema complesso nel quale interagiscono il fiume, il mare, la falda sotterranea, le reti fognarie e l'intero tessuto urbano cittadino. Per questo motivo, la messa in sicurezza della foce e del tratto terminale del fiume dovrebbe costituire, secondo il Comitato, la priorità assoluta di qualsiasi intervento.

Le opere di mitigazione previste dopo l'alluvione non sarebbero state completate

Uno dei punti centrali della contestazione riguarda gli interventi di adeguamento idraulico previsti dopo l'alluvione del 2020. Secondo InVentimiglia, gli stessi atti approvati dal Comune avrebbero collegato la ricostruzione della passerella alla realizzazione di opere di mitigazione del rischio idraulico, tra cui arginature e interventi di messa in sicurezza del tratto terminale del Roya. A distanza di anni, sostiene il Comitato, tali opere non risulterebbero ancora completate, mentre si starebbe procedendo con lavorazioni che incidono direttamente sull'alveo del fiume. Una situazione che, secondo i ricorrenti, meriterebbe ulteriori approfondimenti soprattutto alla luce dell'evento esondativo verificatosi nel febbraio 2026, che avrebbe provocato nuovi allagamenti e danni ad attività economiche e cittadini. Nel comunicato vengono inoltre richiamate segnalazioni relative a criticità dei sottoservizi, fenomeni di rigurgito delle reti fognarie e dispersioni di liquami durante gli eventi di piena.

Dubbi sulle lavorazioni in corso nell'alveo

Un ulteriore elemento evidenziato nel ricorso riguarda le modalità con cui starebbero procedendo alcune lavorazioni nell'alveo del Roya. Secondo il Comitato, le opere oggi osservabili sembrerebbero svilupparsi con caratteristiche differenti rispetto a quelle rappresentate negli elaborati progettuali esaminati durante il procedimento autorizzativo. Per questo motivo InVentimiglia avrebbe presentato specifiche richieste di accesso agli atti al Comune di Ventimiglia, chiedendo di poter visionare eventuali nuovi provvedimenti, autorizzazioni o documenti tecnici che giustificassero le modifiche riscontrate sul campo. Il Comitato afferma tuttavia che l'amministrazione avrebbe risposto senza indicare l'esistenza di nuovi provvedimenti o elaborati relativi alle lavorazioni attualmente in corso. Da qui la richiesta di chiarire pubblicamente su quale base autorizzativa vengano eseguiti gli interventi osservati nell'alveo del fiume. Secondo InVentimiglia, le autorizzazioni rilasciate nell'ambito della Conferenza dei Servizi sarebbero infatti strettamente collegate al rispetto di precise condizioni tecniche, tra cui la garanzia del corretto deflusso delle acque e il mantenimento di adeguati livelli di sicurezza idraulica.

«Non è un cavillo burocratico»

Il Comitato respinge inoltre le accuse di voler sollevare semplici questioni formali: «Non stiamo discutendo di una difformità formale. Stiamo discutendo della possibilità che interventi realizzati in una delle aree idraulicamente più sensibili della Liguria possano produrre effetti che meritano di essere attentamente verificati prima di diventare irreversibili», si legge nella nota. Secondo i promotori del ricorso, le lavorazioni attualmente in corso si svilupperebbero in un contesto che continuerebbe a presentare le stesse criticità già emerse negli anni precedenti e che non sarebbe stato ancora definitivamente messo in sicurezza attraverso gli interventi di mitigazione previsti. Il Comitato richiama inoltre la natura complessa del sistema fluviale del Roja, sottolineando come la storia del fiume dimostrerebbe la tendenza degli equilibri naturali a riprendersi progressivamente i propri spazi, rendendo necessaria una visione complessiva e di lungo periodo.

La proposta alternativa presentata all'amministrazione

Nel documento viene ricordato che prima di intraprendere la strada giudiziaria il Comitato avrebbe tentato un confronto con l'amministrazione comunale. Durante gli incontri, InVentimiglia avrebbe illustrato gratuitamente una proposta tecnica alternativa elaborata con il supporto di professionisti specializzati nel settore idraulico. «Il ricorso non è nato all'improvviso, ma rappresenta l'ultimo passaggio di un percorso di confronto che purtroppo non ha portato ai risultati sperati», spiegano i rappresentanti del Comitato. La soluzione proposta prevederebbe la realizzazione preliminare di un piccolo invaso regolatore e di un sistema di protezione contro le maree e gli eventi di piena, finalizzati alla messa in sicurezza della foce e del tratto terminale del Roya. Secondo InVentimiglia, questo intervento costituirebbe il presupposto per tutte le future opere di rigenerazione urbana previste lungo il fiume. Il professionista che collabora con il Comitato avrebbe già maturato esperienze analoghe sul fiume Tanaro, consentendo di sviluppare una proposta basata su soluzioni già sperimentate in contesti caratterizzati da elevata complessità idraulica. Sempre secondo il Comitato, tale soluzione avrebbe consentito di realizzare la stessa passerella in tempi più rapidi e con un minore impatto sull'alveo, evitando opere provvisorie considerate invasive come il guado e operando all'interno di aree temporaneamente isolate mediante sistemi di contenimento a tenuta stagna.

Una visione per il futuro della città

Nella parte finale del documento, InVentimiglia amplia il ragionamento oltre la singola opera, delineando una prospettiva di lungo periodo per lo sviluppo urbano della città. Secondo il Comitato, Ventimiglia avrebbe vissuto per oltre un secolo il Roya come un problema da contenere attraverso argini, muri e interventi emergenziali. L'obiettivo dovrebbe invece diventare quello di governare strutturalmente le acque del fiume, trasformando il Roja da elemento di rischio a risorsa strategica per lo sviluppo urbano. In questa visione rientrerebbero nuove possibilità di valorizzazione delle aree di Peglia e delle zone oggi condizionate dal rischio idraulico, la realizzazione di infrastrutture come un porto canale, una seconda passerella ciclopedonale, nuove viabilità a servizio della città, il completamento della riqualificazione dell'ex mercato ortofrutticolo e la ricostruzione di Palazzo Aprosio.

«La passerella, da sola, ci riporterebbe semplicemente alla situazione precedente al 2020. La messa in sicurezza del Roja può invece restituire alla città il proprio futuro», conclude il Comitato. Una posizione che, nelle intenzioni dei promotori del ricorso, non si pone contro la realizzazione dell'opera ma mira a inserire la ricostruzione della passerella all'interno di un più ampio progetto di sicurezza idraulica e rigenerazione urbana per l'intera città di Ventimiglia.

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