Primo via libera del Tribunale del Riesame nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Imperia sulle pratiche legate al Superbonus 110% e al bonus facciate tra Taggia e Riva Ligure. I giudici hanno infatti disposto il dissequestro dei 16.500 euro in contanti che erano stati sequestrati al sindaco di Riva Ligure, Giorgio Giuffra, all’interno di una cassetta di sicurezza. Diversa, almeno per il momento, la situazione relativa agli 18 orologi sequestrati, che restano ancora a disposizione degli inquirenti nell’ambito degli accertamenti in corso.
La decisione rappresenta un primo importante risultato per la difesa del primo cittadino, assistito dall’avvocato Alessandro Moroni, dopo il provvedimento eseguito dalla Guardia di Finanza di Imperia lo scorso 6 maggio nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura imperiese. Ora l’attenzione degli investigatori si concentra sulla documentazione acquisita durante le perquisizioni e i sequestri effettuati nelle scorse settimane. La Procura dovrà infatti esaminare le carte e verificare se le procedure adottate per l’ottenimento delle agevolazioni fiscali siano state corrette.
L’indagine riguarda una presunta truffa ai danni dello Stato collegata a una ventina di pratiche relative al Superbonus 110% e al bonus facciate riferite a immobili situati tra Taggia e Riva Ligure. Gli accertamenti, condotti dalla Guardia di Finanza di Imperia e Sanremo, coinvolgono circa quindici persone tra imprenditori, professionisti e amministratori di condominio. Tra gli indagati figurano, oltre a Giorgio Giuffra, anche il fratello Massimo Giuffra, presidente di Confcommercio Taggia, l’imprenditore Giuseppe Ghu e l’operatore immobiliare Daniele Lanza. Secondo quanto precisato dal legale del sindaco, l’inchiesta non riguarda l’attività amministrativa svolta da Giuffra come primo cittadino di Riva Ligure.
Gli investigatori stanno verificando la correttezza delle certificazioni tecniche, delle fatturazioni e dei rapporti tra imprese e subappaltatori coinvolti nei lavori eseguiti in alcuni condomini della Riviera. Al momento, nei confronti del sindaco, non risultano contestazioni specifiche formulate dagli inquirenti, mentre proseguono gli approfondimenti sulla documentazione sequestrata.