Ventimiglia Vallecrosia Bordighera - 02 giugno 2026, 07:12

Rocchetta Nervina, a Menua emerge un possibile altare sacrificale legato al culto delle acque e ai riti votivi antichi

Lo studio di Andrea Eremita e dei collaboratori ipotizza la presenza di un complesso rituale con vaschette per offerte e sacrifici comunitari

Un'area di grande interesse archeologico e storico è stata individuata in località Menua, nel territorio di Rocchetta Nervina. Al centro di un ruscello oggi in secca si trova una struttura a pianta rettangolare di notevoli dimensioni che, secondo le ipotesi avanzate dagli studiosi, potrebbe aver svolto la funzione di altare sacrificale collegato al culto delle acque. Le frecce presenti nella documentazione fotografica indicano, oltre all'altare principale, diverse vaschette scavate nella roccia, considerate dagli studiosi elementi fondamentali del complesso rituale. In questi incavi sarebbero state deposte offerte votive di varia natura oppure le interiora degli animali sacrificati durante le cerimonie religiose.

Secondo la ricostruzione proposta, «le interiora degli animali venivano bruciate affinché il fumo si elevasse verso il cielo, fungendo da tramite tra la comunità e le forze dell'universo». Una pratica che avrebbe avuto lo scopo di ottenere protezione e benevolenza attraverso una complessa liturgia sacrificale. Gli autori dello studio ritengono inoltre poco plausibile che le interiora venissero semplicemente lasciate nelle vaschette dopo il rito. «Un simile comportamento sarebbe stato irragionevole, poiché i resti sarebbero stati rapidamente divorati dagli animali», sottolineano i ricercatori.

Al termine delle celebrazioni, è possibile ipotizzare che le carni degli animali sacrificati venissero consumate collettivamente dai partecipanti. Un momento conviviale che avrebbe contribuito a rafforzare i legami sociali e identitari della comunità, trasformando il rito religioso anche in un'importante occasione di aggregazione. L'analisi è stata pubblicata da Andrea Eremita sul blog Archeonervia.it, con la collaborazione di Bruno Calatroni, Stefano Albertieri, Aldo Ummarino e Paolo Ciarma, impegnati nello studio e nella valorizzazione del patrimonio storico e archeologico del territorio.