Cronaca - 01 giugno 2026, 08:44

Bimba morta a Bordighera, mercoledì gli interrogatori di Iannuzzi e Aiello. I due indagati compariranno davanti agli inquirenti

Il compagno della madre della bambina sarà ascoltato dopo l'arresto eseguito all'alba dai Carabinieri e il trasferimento nel carcere di Pontedecimo. A seguire verrà sentita Emanuela Aiello, detenuta dal 9 febbraio. La Procura contesta a entrambi il reato di maltrattamenti aggravati dalla morte della minore, punito con una pena fino a 24 anni di reclusione

Sarà una giornata cruciale per una delle inchieste che più hanno scosso il Ponente ligure negli ultimi anni. Mercoledì, davanti agli inquirenti, si terranno infatti gli interrogatori di garanzia di Emanuel Iannuzzi e di Emanuela Aiello, i due indagati nell'ambito dell'inchiesta sulla morte della piccola Beatrice, la bambina di due anni deceduta lo scorso 9 febbraio a Bordighera.

A comparire per primo, verso le 12, sarà Emanuel Iannuzzi, arrestato all'alba di sabato dai Carabinieri al termine di una vasta operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Imperia. Successivamente, intorno alle 12.45, sarà la volta di Emanuela Aiello, madre della bambina, arrestata nei mesi scorsi e attualmente detenuta nel carcere di Torino, assistita dai legali Laura Corbetta e Bruno Di Giovanni. Resta da capire se i due saranno presenti in tribunale, o saranno collegati da remoto.

Per entrambi l'accusa contestata è quella prevista dall'articolo 572 del Codice Penale: maltrattamenti aggravati dalla morte della minore. Una fattispecie particolarmente grave che prevede una pena compresa tra i 12 e i 24 anni di reclusione.

L'interrogatorio di mercoledì rappresenterà il primo confronto di Iannuzzi con il giudice dopo l'esecuzione della misura cautelare. L'uomo, difeso dagli avvocati Cristian Urbini e Maria Gioffrè, è stato trasferito nel carcere di Pontedecimo, a Genova, dove si trova attualmente detenuto.

Secondo quanto emerso nelle ore successive all'arresto, dalla difesa filtra un unico commento sullo stato d'animo dell'indagato: Emanuel Iannuzzi sarebbe “sconvolto” dagli sviluppi dell'inchiesta.

L'arresto è arrivato al termine di mesi di indagini coordinate dalla Procura di Imperia e condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo, della Compagnia di Bordighera e dagli specialisti del RIS di Parma e della Sezione Investigazioni Scientifiche di Genova.

Durante la conferenza stampa convocata sabato, il procuratore Alberto Lari ha spiegato che la richiesta della misura cautelare è stata avanzata ancora prima del deposito definitivo delle relazioni del RIS e del consulente medico legale Francesco Ventura. Secondo la Procura, gli elementi raccolti sarebbero stati già sufficienti a delineare un quadro indiziario definito dal giudice come caratterizzato da “gravissimi indizi di reato”.

Per gli inquirenti la morte della piccola Beatrice non rappresenterebbe un episodio isolato, ma si inserirebbe all'interno di un contesto di maltrattamenti continuati che si sarebbe protratto per mesi.

Nell'ordinanza cautelare vengono contestate a Iannuzzi condotte estremamente gravi. Secondo l'ipotesi accusatoria, l'uomo avrebbe più volte colpito la bambina con schiaffi e pugni, le avrebbe tirato i capelli, l'avrebbe fatta sbattere contro un muro e colpita con una ciabatta. La Procura sostiene inoltre che avrebbe imposto alla compagna di non intervenire e che avrebbe contribuito a creare un contesto familiare caratterizzato da continue vessazioni e prevaricazioni.

Particolarmente rilevante, nella ricostruzione degli inquirenti, è quanto sarebbe avvenuto nelle ore precedenti il decesso della bambina. Secondo la Procura, nonostante le richieste di aiuto provenienti dalle sorelle maggiori e il peggioramento delle condizioni della piccola, né Aiello né Iannuzzi avrebbero deciso di portarla in ospedale.

Gli investigatori ritengono che vi sia stato un lungo periodo di sofferenza prima della morte e che un tempestivo intervento sanitario avrebbe potuto cambiare il corso degli eventi.

Un ruolo centrale nell'inchiesta è stato svolto dalle dichiarazioni delle due sorelle della bambina, considerate dagli inquirenti fondamentali per ricostruire quanto accaduto. Le minori, dopo essere state allontanate dal contesto familiare e inserite in una struttura protetta, avrebbero fornito una versione dei fatti ritenuta dagli investigatori coerente con gli altri elementi raccolti durante le indagini.

Secondo la Procura, le loro dichiarazioni troverebbero riscontro nei tabulati telefonici, nelle immagini di videosorveglianza e nei dati estratti dai cellulari sequestrati. Proprio dall'analisi dei telefoni sarebbero emersi alcuni degli elementi più pesanti dell'inchiesta. Tra questi vi sarebbero fotografie della piccola Beatrice scattate nei giorni e nelle settimane precedenti la morte, immagini che secondo gli investigatori documenterebbero segni compatibili con i maltrattamenti contestati.

Nel corso della conferenza stampa è stato inoltre reso noto l'esito dell'operazione che ha portato all'arresto di Iannuzzi. Il comandante provinciale dei Carabinieri di Imperia, colonnello Simone Martano, ha spiegato che l'intervento è stato pianificato tenendo conto del rischio di possibili reazioni e del contesto di violenza emerso nel corso delle indagini.

Per questo motivo l'abitazione è stata circondata alle prime luci dell'alba e l'arresto è stato eseguito con il supporto di una Squadra Operativa di Supporto dell'Arma. L'operazione si è conclusa senza incidenti e ha consentito agli investigatori di eseguire ulteriori acquisizioni utili all'inchiesta.

Le indagini, tuttavia, non sono ancora concluse. Restano infatti da depositare le relazioni definitive del RIS di Parma e del medico legale Francesco Ventura, documenti che contribuiranno a completare il quadro accusatorio già delineato dalla Procura.

Mercoledì sarà dunque il giorno delle prime risposte da parte dei due indagati. Davanti agli inquirenti, Emanuel Iannuzzi ed Emanuela Aiello avranno la possibilità di fornire la propria versione dei fatti in una vicenda che continua a suscitare profonda emozione e che attende ancora molti passaggi giudiziari prima di arrivare a una ricostruzione definitiva.