Due tonnellate di rifiuti raccolti, un numero imprecisato di cassonetti riempiti fino all'orlo, decine di volontari al lavoro tra le banchine e le acque del Porto Vecchio di Sanremo. È il bilancio della manifestazione "Fondali Puliti", svoltasi sabato 30 maggio con la partecipazione della Famija Sanremasca e di altre associazioni cittadine.
L'operazione ha potuto contare su una rete di soggetti ben coordinata: la Capitaneria di Porto di Sanremo, diretta dal Comandante Alessio Fumarola, ha garantito la cornice istituzionale e operativa; l'Amaie, con il responsabile Giansandro Soleri, ha assicurato la gestione dei rifiuti; Croce Rossa e Polizia Locale hanno presidiato la sicurezza. Sul fronte associativo, accanto alla Famija Sanremasca hanno risposto presente lo Yacht Club Sanremo, i Canottieri Sanremo, il Panathlon Sanremo, il gruppo I Deplasticati e la Lega Navale di Sanremo. Un contributo concreto è arrivato anche da due sponsor locali — il Conad di Portovecchio del direttore Sig. Lupi e Ferrolegnomarchet di Canessa — che hanno fornito i sacchetti per la raccolta.
Protagonisti silenziosi della giornata sono stati i giovani atleti dei Canottieri Sanremo, che hanno ripulito la superficie delle acque raccogliendo tutto ciò che era alla loro portata, sotto la guida dell'istruttrice Monica Albarelli, socia della Famija Sanremasca.
Non è un episodio isolato. Come ricorda il consigliere Giovanni Manuguerra, si tratta del quarto intervento di riordino e pulizia — tra terra e mare — organizzato o sostenuto dalla Famija Sanremasca dall'inizio del 2026. Altri seguiranno nei prossimi mesi, coinvolgendo spiagge pubbliche, aree sottomarine e parchi giochi. Alcuni di questi appuntamenti vedranno la collaborazione con il Panathlon Plogging, che gratificherà con riconoscimenti gli operatori e gli atleti delle due associazioni.
Eppure, nonostante l'impegno, la consapevolezza è quella di chi combatte una battaglia impari. «La raccolta dei rifiuti abbandonati è destinata inevitabilmente ad aumentare», ammette la Famija Sanremasca, «perché gli interventi fatti sono ancora una goccia d'acqua». Il problema, sottolineano, va affrontato a monte: servono competenze, risorse economiche e volontà politica. La Famija si dice pronta a mettere a disposizione idee, progetti e lavoro a supporto degli enti preposti e degli operatori del settore.
A chiudere, una citazione che vale più di qualsiasi statistica. «Tutto quello che facciamo non è che una goccia d'acqua nel mare, ma se non la facessimo, il mare quella goccia non l'avrebbe». Lo diceva Madre Teresa di Calcutta. E chi sabato era a Portovecchio con i guanti e i sacchetti in mano lo sa bene.