Cronaca - 26 maggio 2026, 12:54

Falso medico a Bordighera, il pm chiede 3 anni e 4 mesi per Enrica Massone: “Ha sostenuto il ruolo con furbizia ed espedienti”

Nuova udienza davanti al Tribunale di Imperia. Il difensore d’ufficio Giovanni Cicerano chiede più tempo per studiare gli atti dopo aver ricevuto l’incarico soltanto la scorsa settimana

Una requisitoria lunga, severa e costruita attorno a un punto preciso: secondo la Procura, Enrica Massone avrebbe agito con piena consapevolezza quando nel 2023 riuscì a lavorare all’ospedale Ospedale Saint Charles di Bordighera fingendosi medico. È questo il quadro emerso questa mattina nell’aula del Tribunale di Imperia, dove il pubblico ministero Lorenzo Fornace ha chiesto una condanna a 3 anni e 4 mesi di reclusione nei confronti della donna torinese accusata di esercizio abusivo della professione medica, falso ideologico e truffa.

Il procedimento ruota attorno a uno dei casi che più hanno scosso la sanità ligure negli ultimi anni: quello della sedicente dottoressa che, secondo l’accusa, sarebbe riuscita a ottenere incarichi ospedalieri pur non avendo né laurea né abilitazione. Nel corso dell’udienza il pm ha ripercorso l’intera vicenda, soffermandosi soprattutto sui documenti che Massone avrebbe utilizzato per accreditarsi come medico. Per la Procura, le dichiarazioni presentate per ottenere gli incarichi erano false: dalla presunta laurea all’iscrizione all’Ordine dei Medici. Secondo l’accusa, però, il dato più grave sarebbe un altro: la donna avrebbe svolto concretamente attività sanitaria all’interno dell’ospedale di Bordighera, partecipando ai turni e firmando numerosi referti medici.

Nella ricostruzione della Procura emerge anche il modo in cui Massone sarebbe riuscita a sostenere nel tempo il ruolo professionale. Il pm ha parlato di atteggiamenti prudenti, espedienti e richieste di supporto al personale sanitario nei momenti più delicati, elementi che secondo l’accusa dimostrerebbero lucidità e piena capacità di comprendere quanto stesse facendo. Un passaggio importante della requisitoria ha riguardato anche la perizia psichiatrica discussa nei mesi scorsi, dalla quale era emerso un disturbo della personalità ma senza elementi tali da compromettere la capacità di intendere e volere dell’imputata. L’udienza di oggi, però, non ha portato alla chiusura del processo. A intervenire è stato infatti il nuovo difensore d’ufficio Giovanni Cicerano, nominato solo pochi giorni fa dopo i precedenti cambi nella difesa di Massone.

Il legale ha chiesto più tempo per poter analizzare gli atti del fascicolo, sottolineando di aver ricevuto l’incarico soltanto la scorsa settimana e di trovarsi davanti a un procedimento particolarmente complesso e articolato. Una nuova tappa, quindi, in una vicenda giudiziaria che negli ultimi mesi ha vissuto anche diversi rinvii legati proprio ai continui cambi di difesa dell’imputata. Ora il Tribunale dovrà fissare una nuova udienza per consentire alla difesa di concludere la propria discussione prima della sentenza attesa sul caso del falso medico di Bordighera.