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Sport | 24 maggio 2026, 17:56

Undici liguri alla '100 km del Passatore': Della Morte taglia il traguardo in 13h30 senza allenamento specifico, "una lezione che non dimenticherò"

Partenza con 30 gradi nel pomeriggio di sabato da Firenze verso Faenza: crampi, dolori, notti umide e gambe che cedono all'80° chilometro. Ma nessuno ha mollato

Sabato pomeriggio alle 15, con un sole che picchiava a 30 gradi, è scattata la partenza della 100 km del Passatore, la gara podistica più storica d'Italia nel panorama dell'ultramaratona. Tra i partecipanti, un gruppo di undici atleti liguri pronti a misurarsi con uno dei percorsi più duri e affascinanti del calendario nazionale.

A rappresentare il Ponente ligure: Nicola Piccardo e Davide Giribaldi per l'Albenga Runners; Annarita Azzolini e Claudio Della Morte per il Club Marathon Imperia; Paolo Bottino per la Dianese Outdoor; Gabriele Lorini, Fernanda Ferrabone e Alessio Nania per i Riviera Runners; Massimo Falone, Alessandra Robutti e Davide Zunino per la Valmareola.

A raccontare la propria gara è Claudio Della Morte, che ha affrontato il Passatore in modo a dir poco spericolato: nessun allenamento specifico alle spalle, né lunghi né lavori in salita. "Volevo provare a fare il Passatore senza preparazione", ammette senza giri di parole. L'obiettivo dichiarato era chiudere in circa undici ore. La realtà si è rivelata ben più dura.

Il caldo afoso ha cominciato a farsi sentire già nelle prime fasi di gara, ma è al 36° chilometro che è arrivato il primo vero segnale d'allarme: un crampo al polpaccio, anomalo per Della Morte, che di solito non soffre di questo problema. La salita della Colla di Casaglia — cuore duro e bellissimo del tracciato — si è trasformata in un calvario. "Ormai fare il tempo non era più possibile", racconta. La discesa verso Marradi ha offerto un po' di tregua, ma senza la possibilità di spingere davvero.

Nella notte, tra forte umidità, dolori addominali e gambe sempre più pesanti, è arrivato il momento più critico: all'80° chilometro il corpo aveva esaurito le riserve. "Correvo come un marcatore", scrive Della Morte, usando l'immagine di chi avanza per inerzia più che per forza. "Ho dovuto usare tutta la testa per non mollare. Avevo male alle ossa delle gambe, penso di essere arrivato al limite delle forze."

Ma il traguardo l'ha tagliato. Tredici ore e trenta minuti, un'ora e dieci in più rispetto alla sua prima partecipazione. Non un risultato da podio, ma una di quelle imprese personali che nell'ultramaratona valgono quanto una vittoria.

Nel mezzo della fatica c'è stato anche spazio per un momento inaspettato: sul percorso, Della Morte ha ritrovato un vecchio amico, Paolo Pancaldi, che non vedeva dal Passatore 2023. Un incontro che vale quanto un rifornimento di energia. Pancaldi gli ha regalato un pulcino di peluche, che Della Morte ha portato con sé fino all'arrivo.

La morale che l'atleta imperiese porta a casa è netta: "Ho imparato una lezione: nelle ultra ti devi allenare." Una consapevolezza che arriva dopo due gare consecutive affrontate senza preparazione adeguata — la 48 ore di Cinisello Balsamo era stata la precedente avventura. La prossima sfida è già fissata: la Ultra del Turchino a luglio, 50 chilometri. "Quella per fortuna è piccola", sorride Della Morte. Questa volta, forse, con qualche lungo in più sulle gambe.

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