L’inverno demografico che da anni colpisce l’Italia sta mostrando effetti sempre più evidenti anche sui servizi essenziali, a partire dalla scuola. Perfino nei centri urbani stanno tornando le pluriclassi, con bambini di età differenti riuniti nella stessa aula, una soluzione che rischia di incidere negativamente sulla qualità dell’apprendimento. Una realtà che nell’entroterra ligure esiste ormai da decenni, complice il progressivo spopolamento dei piccoli comuni montani e collinari. La provincia di Imperia rappresenta uno degli esempi più emblematici: su 66 comuni, ben 22 hanno meno di 500 abitanti. Armo detiene il primato provinciale con appena 119 residenti, mentre Rondanina, nel Genovese, è il più piccolo comune della Liguria con soli 58 abitanti.
A pesare non è soltanto il calo delle nascite, ma anche l’abbandono abitativo causato dalla carenza di servizi e opportunità economiche. Nei paesi dell’entroterra restano soprattutto anziani, mentre i giovani si spostano verso la costa. “La nostra Valle Argentina è un esempio emblematico del calo demografico”, sottolinea il sindaco di Badalucco, Matteo Orengo.
Secondo Orengo, serve una nuova visione amministrativa e territoriale. “Per rappresentare meglio territori omogenei è necessaria una nuova mentalità, con misure nazionali come la creazione di macro-regioni e il ripristino dell’Ente Provincia, vero interlocutore del territorio”. Il sindaco lega il futuro dell’entroterra anche a una diversa idea di turismo. “Il mare da solo non basta più ad attirare presenze. Serve un sistema integrato tra costa ed entroterra, capace di valorizzare tranquillità, paesaggi incontaminati, gastronomia a chilometro zero e qualità della vita”. Da qui nasce la proposta più concreta e innovativa: l’unificazione amministrativa dei comuni della Valle Argentina. “I piccoli comuni dell’entroterra sono un retaggio del passato che dobbiamo superare se vogliamo presentarci al futuro con servizi efficienti e proposte appetibili”, spiega Orengo.
Secondo il primo cittadino, i vantaggi sarebbero enormi: gestione unificata dei servizi, maggiore forza amministrativa e incremento dei trasferimenti statali superiore al 30%, come già dimostrato dalla fusione tra Montalto Ligure e Carpasio, la più recente in Liguria. Un primo passo concreto arriverà nei prossimi giorni. “Scriverò al sindaco di Montalto-Carpasio, Mariano Bianchi, per avviare un confronto sull’unificazione dei nostri due comuni. Poi coinvolgeremo consigli comunali e cittadini, ma i benefici in termini di servizi sono evidenti”. In parte, la collaborazione tra i comuni della valle esiste già. Badalucco è oggi il centro scolastico e sociale della Valle Argentina, con l’unica scuola media del territorio e, a breve, anche il primo asilo nido.
Resta però l’ostacolo del campanilismo, soprattutto tra le generazioni più anziane. I giovani, invece, vivono già Badalucco come punto di riferimento per socialità e servizi. Un cambiamento culturale che potrebbe favorire il progetto di fusione. L’ipotesi futura potrebbe portare alla nascita di un unico comune della valle, forse denominato “San Giorgio”, con oltre 2.500 abitanti e un territorio ricchissimo dal punto di vista paesaggistico, storico ed enogastronomico. Una realtà più forte e strutturata, capace di garantire servizi indispensabili e affrontare con maggiori strumenti la sfida dello spopolamento.