Sanità - 22 maggio 2026, 16:15

Sanremo, fronte comune per salvare la Breast Unit del Borea: “Eccellenza da non toccare” (Foto)

Lunedì il sindaco sarà a Genova per presentare la volontà dell'amministrazione di tutelare la sanità territoriale

La difesa della Breast Unit dell’ospedale Borea diventa una battaglia condivisa da tutta l’amministrazione comunale di Sanremo: è questo il messaggio emerso dalla riunione della quinta commissione sanità, convocata dopo le recenti indiscrezioni relative a un possibile ridimensionamento o trasferimento della struttura considerata un’eccellenza per tutto il Ponente ligure. Una posizione che verrà ribadita anche lunedì 25 maggio dinnanzi alla commissione regionale alla sanità dal sindaco Alessandro Mager.

All’incontro hanno partecipato, oltre al primo cittadino, il presidente del consiglio comunale Alessandro Il Grande, il presidente della commissione Antonio Cavallero, i commissari, il responsabile uscente della Breast Unit Claudio Battaglia, rappresentanti della Lilt e dell’associazione “Donne Europa”, oltre ai vertici Asl. Presente anche il dottor Marino Anfosso, coordinatore di area per Asl 1. La commissione ha espresso all’unanimità la propria contrarietà a possibili riduzioni o trasferimenti del reparto, ribadendo la volontà che la Breast Unit rimanga integralmente a Sanremo, dove rappresenta un punto di riferimento sanitario per tutto il territorio.

A rafforzare la posizione del Comune è stata anche la relazione preparata dal dottor Claudio Battaglia e da Costanza Pireri, che ripercorre la nascita e la crescita della Breast Unit di Asl 1. Il documento ricorda come la senologia clinica imperiese sia nata nel 2004 proprio con l’obiettivo di ridurre le “fughe” delle pazienti verso altre regioni. Nel 2012 la struttura venne riconosciuta secondo gli standard europei EUSOMA e nel 2016 fu certificata come prima Breast Unit della Liguria e tra le prime in Italia. Negli anni il centro è cresciuto costantemente: dai circa 50 tumori trattati inizialmente si è arrivati nel 2025 a circa 260 interventi, di cui 200 per patologie maligne. Nella relazione si sottolinea soprattutto il valore della presa in carico multidisciplinare delle pazienti, dalla diagnosi al supporto psicologico, evidenziando come una donna curata in una Breast Unit abbia una probabilità di guarigione superiore del 18% rispetto ai percorsi monospecialistici. Nel documento vengono inoltre espresse forti preoccupazioni per il futuro della struttura, con il timore di una governance unica regionale e di un possibile accentramento delle attività verso altre sedi liguri, snaturando il modello costruito a Sanremo.

"La riunione arriva in prospettiva dell'incontro di lunedì a Genova e anche per avere un confronto sulle modifiche, visto che le decisioni ci sono anche un po' piovute dall'alto e ci siamo ritrovati con una rivoluzione copernicana – ha esordito il presidente della quinta commissione Antonio Cavallero – Il primo focus è sulla senologia, un aspetto importante per tutto il territorio: le informazioni che ho io sono di fare una breast unit diversa, ma per noi la priorità è avere un servizio che sia efficiente al 100%. Quello che discutiamo sono decisioni unilaterali che potrebbero portare a uno svantaggio".

Durante il confronto è intervenuto anche il dottor Marino Anfosso, coordinatore di area per Asl 1: "Partiamo dal tema della Breast unit, un settore conosciuto in tutto il territorio imperiese dalla sua nascita. Noi adesso ci rifacciamo a quanto detto dalla Regione. Sicuramente abbiamo vissuto una situazione particolare con il passaggio a Genova in contemporanea al pensionamento del dottor Battaglia. Noi dobbiamo sicuramente contribuire a mantenere nell'area 1 dei professionisti, permettendo la facilità di accesso a un sistema efficiente, così che l'utenza non viva situazioni di disagio. Non so ancora dire con precisione cosa sarà con l'uscita del nuovo Poa, ma di certo dobbiamo mantenere dei professionisti sul territorio".

Uno dei timori emersi riguarda l’ipotesi che le cinque Breast Unit territoriali possano essere accorpate in un unico sistema centralizzato. "Voglio soffermarmi ancora sul discorso dell'élite disciplinare, perché l'operazione è solamente una parte del processo – ha sottolineato Vittorio Toesca Molte cose sono importanti, come essere accolti da uno psicologo, per dare un sostegno. Limitandosi a portare persone in ambulanza per l'operazione rischia di polverizzare un intero lavoro".

Duro anche l’intervento di Fabrizio Ferlito: "Volevo fare una piccola provocazione: se dovessero essere accorpate tutte le Breast Unit, perché la scelta della sede dovrebbe ricadere su San Martino a Genova, se noi siamo un'eccellenza? La nostra breast unit non solo non deve scomparire, ma deve anche essere potenziata. Non vuole essere campanilismo, perché se questa eccellenza fosse a Imperia o Albenga o altro si parlerebbe uguale per loro. Dare ai pazienti la certezza di un percorso è fondamentale: l'accorpamento non può andarci bene".

L'assessore Ester Moscato ha incalzato ricordando il periodo del Covid e tutto quanto vissuto in quel periodo a livello di pressioni per la sanità.

Giuseppe Faraldi ha evidenziato il rischio di perdere una realtà costruita negli anni: "A me sembra ci troviamo davanti all'ennesima razionalizzazione fatta sulla carta e perdere un'eccellenza francamente è una sciocchezza. Facendo questa operazione non è detto che mantenga gli stessi risultati, anche alla luce dei numeri che qui abbiamo. Come detto non è campanilismo, è buon senso. Potremmo poi anche entrare nelle dinamiche di come è fatto il nostro territorio, e anche di come questa sia la zona più popolosa del territorio. Sono convinto che tutti noi dell'amministrazione dobbiamo prenderci l'impegno di difendere questo patrimonio che abbiamo. Se un'impresa funziona bene, facciamo il possibile per mantenerla".

Netta anche la posizione del presidente del consiglio comunale Alessandro Il Grande: "Noi dobbiamo lanciare un grido d'allarme, perché non è possibile rischiare di andare a perdere un'eccellenza. Pensare che una struttura del genere venga depotenziata è inaccettabile, e qui mi riallaccio al discorso del punto nascite e del decentramento del 118. Chiedo quindi a lei, sindaco, di far valere le nostre ragioni nella riunione di lunedì. Le riforme devono essere fatte ma con un'equilibrio".

Antonino Consiglio ha aggiunto: "Condivido quanto detto finora, perdere o depotenziare un reparto come questo è impensabile. In questa partita dobbiamo portare avanti un unico pensiero, sia come maggioranza che come opposizione. Ci affidiamo al sindaco per portare questo messaggio che ha espresso il presidente del consiglio".

Marino Anfosso, tornando a parlare a nome dell’Asl, ha concluso: "L'impegno primario in questo periodo è stato garantire la presenza del chirurgo continuativa. La cosa importante è garantire la presenza di un gruppo di professionisti: deve rimanere l'identità e l'operatività di questa struttura".

Infine il vicesindaco Fulvio Fellegara ha posto l’accento sul metodo: "Il sentimento per cui ci sentiamo trascurati è che c'è un problema di metodo: per l'ennesima volta, come visto sul 118, ci ritroviamo a vedere una situazione in cui non siamo tenuti in considerazione. Lo chiedo come portavoce: serve costruire un metodo di comunicazione adeguato, perché non si può sempre rincorrere, anzi noi ci troviamo a dover riassestare all'improvviso. Aggiungo poi che i criteri devono essere oggettivi: non si può avere soggettività. Spero poi che anche le forze di opposizione cittadine, che invece nella Regione fanno parte della maggioranza di governo, si spendano con la comunicazione per arrivare a un risultato che cerchiamo tutti".

A chiudere la riunione è stato ancora il sindaco Mager, che constatata la volontà collettiva dei presenti, ha annunciato di iniziare la stesura del documento da presentare lunedì alla Regione.