C’è una dote che va riconosciuta al Sindaco Daniele Cimiotti: la straordinaria capacità di ribaltare la realtà quando si trova in evidente difficoltà amministrativa. Di fronte alle nostre legittime richieste di chiarezza sul futuro del compendio Byblos, Palazzo Comunale ha risposto con una nota che è un vero capolavoro di equilibrismo politico e fumo negli occhi. Peccato che i cittadini di Ospedaletti sappiano ancora distinguere i fatti dai sogni.
1. Ritorno al futuro: la macchina del tempo del 2002
Per giustificare la fretta di interrompere oggi un’attività che funziona, il Sindaco ha rispolverato un piano urbanistico (il PRUSST) del 2002. Ventiquattro anni fa. In pratica, per spiegare una scelta del 2026, l'Amministrazione ci fa fare un viaggio nel tempo fino all'inizio del millennio. Dire che quel piano vecchio di un quarto di secolo sia oggi un "obbligo giuridico inderogabile" è una narrazione che non regge. Il Sindaco confonde l'obbligatorietà dell'attuazione con la semplice conformità allo strumento urbanistico in caso di riqualificazione. Tradotto: se è quando verrà riqualificato dovrà essere conforme (questione peraltro ancora più complessa che merita un capitolo a parte). Se era così obbligatorio, e questo il motivo della disdetta, perché il Sindaco Cimiotti, non ha rispettato il termine previsto dalla legge? Ed ora paghiamo le spese di un contenzioso? Evidentemente la fretta è venuta solo adesso, e le scuse si cercano in soffitta.
2. Il gioco delle tre carte: cacciare chi c'è oggi per un progetto che non ci sarà domani.
Il capolavoro di retorica si compie quando il Sindaco parla di "criteri di valutazione dei progetti" e trasformazioni alberghiere. Tradotto dal burocratese: ad oggi non c'è uno straccio di progetto esecutivo, non c'è un Project Financing approvato, non c'è un bando e non c'è un investitore con il portafoglio aperto.
Niente. Il nulla!!! La strategia della Giunta è quella di chiudere e mandare via un'azienda storica, sana che paga regolarmente l’affitto e dà lavoro, basandosi su promesse future. A Ospedaletti abbiamo già la ferita aperta del Porto come monumento ai "progetti faraonici rimasti ancora sulla carta": vogliamo davvero fare il bis con il Byblos e creare un secondo deserto? Così come il trasferimento della sede comunale a Villa Sultana?
3. Stipendi pagati con la fantasia durante il fermo lavori
Il punto più singolare della nota del Sindaco è quello sui lavoratori. Ci viene detto che il Comune garantirà la continuità occupazionale anche "durante il periodo di fermo per i lavori". Chiediamo a Cimiotti di svelarci questo miracolo economico: con quali fondi un futuro e ipotetico investitore privato dovrebbe pagare lo buste paga a dipendenti di un ristorante chiuso per anni a causa di un cantiere? Gli stipendi si pagano con i fatturati, non con le lettere di intenti della Giunta. Questa non è tutela del lavoro, è pura propaganda sulla pelle delle famiglie.
4. L'attacco personale come specchietto per le allodole
Non potendo difendere la delibera n. 64/2026 con argomenti solidi, il Sindaco la butta sul personale, ricordandoci che Marco Cuccuvè nel 2002 sedeva in consiglio comunale. Questo gossip politico dimostra solo la fragilità di chi non sa più a cosa aggrapparsi. A noi non interessa: a noi interessa il presente e il futuro di Ospedaletti. Difendiamo un principio di buon senso che qualunque amministratore oculato applicherebbe si prendono decisioni quando ci sono alternative costruite e condivise in consiglio comunale.
5. Il Sindaco ci invita a consultare gli atti pubblici in Comune? Lo rassicuriamo: già lo abbiamo fatto altrimenti non avremmo parlato, ma lo faremo ancora, e in modo meticoloso. Intendiamo verificare riga per riga se le sue dichiarazioni altisonanti.
Solo a seguito di questa rigorosa e attenta verifica documentale, ci riserviamo di depositare una formale mozione in Consiglio Comunale.
Lì non si potrà più giocare a nascondino con le parole: ogni singolo consigliere di maggioranza dovrà alzare la mano e assumersi la responsabilità politica.