Si accende il dibattito attorno alla bozza del nuovo Piano integrato sociosanitario, che ipotizza la riduzione dei distretti della provincia di Imperia da tre a uno. Una prospettiva che il vicesindaco e assessore ai Servizi sociali del Comune di Sanremo, Fulvio Fellegara, definisce «tecnicamente e normativamente insostenibile».
Fellegara chiarisce fin da subito che non si tratta di una contrapposizione politica, ma di una questione di rispetto della legge nazionale e di adeguatezza rispetto alle caratteristiche del territorio. «La tesi secondo cui l’accorpamento d’ufficio produrrebbe maggiore efficienza e prossimità – afferma – si scontra non solo con la realtà geografica della nostra provincia, ma soprattutto con la normativa vigente».
Il vicesindaco richiama l’allegato 1 del Decreto interministeriale 23 maggio 2022, n. 77, che definisce modelli e standard dell’assistenza territoriale nell’ambito della Missione 6 del PNRR. Il testo stabilisce che ogni distretto sociosanitario debba servire una popolazione di circa 100.000 abitanti, con possibilità di variazione in base alla densità e alle caratteristiche orografiche. «I dati demografici della provincia di Imperia sono incontrovertibili» sottolinea Fellegara. «Con circa 209.000 abitanti, è impossibile ridurre il territorio a un unico distretto. Centralizzare un bacino così vasto e frammentato significa ignorare la complessità del nostro entroterra e della nostra costa, allontanando i servizi dai bisogni reali delle comunità». Fellegara evidenzia inoltre che la paventata riduzione dei distretti liguri a sette non sarebbe comunque conforme alla normativa: «Considerata la popolazione regionale, i distretti necessari in forza di legge sono almeno 15».
Il vicesindaco ricorda che l’attuale organizzazione sociosanitaria è frutto di un lungo confronto con i Comuni, confronto che oggi – afferma – «manca clamorosamente». Lo PSIR dell’ex ambito 2 imperiese è stato attivato solo dal 1° gennaio 2026, e la prima verifica dei nuovi assetti è prevista per luglio. «Sarebbe surreale ragionare di un nuovo modello organizzativo ancora prima di aver potuto valutare quello appena iniziato» osserva Fellegara.
Il vicesindaco conclude sottolineando la necessità di tutelare il territorio e le sue specificità: «Le caratteristiche dei servizi sociali richiedono una profonda salvaguardia delle esigenze locali, con particolare attenzione alle persone e alle risorse economiche e professionali impiegate. Accorpare tutto in un unico distretto significa allontanare i servizi, non migliorarli».