“Va fatta una seria riflessione”. È un intervento duro e preoccupato quello diffuso nelle ultime ore da Giuseppe Federico, consigliere comunale di Taggia, dopo aver assistito questa mattina a una situazione legata a un incidente avvenuto a Sanremo.
Federico racconta di aver visto, durante il tragitto verso il lavoro, un giovane a terra dopo un incidente in scooter. Il consigliere precisa che il ragazzo fosse cosciente e già assistito da alcuni Vigili del Fuoco presenti casualmente sul posto: “Questa mattina nel percorso per andare in ufficio a Sanremo, ho visto un ragazzo in terra per un incidente con lo scooter – scrive Federico –. Per fortuna era cosciente, e per fortuna stava ricevendo le prime cure da alcuni vigili del fuoco che si trovavano di passaggio”.
Da qui la riflessione più ampia sul sistema dell’emergenza sanitaria e, in particolare, sulla scelta di accentrare a Genova le centrali operative del 118. “Vicino al luogo dell’incidente ci sono due sedi della Croce Rossa, che, se prontamente attivate dal 118, sarebbero potute intervenire velocemente. Invece, quel ragazzo era in attesa di soccorso già da decine di minuti”.
Federico lega quindi l’episodio a una critica diretta verso il modello organizzativo attuale: “È evidente, e oggi ne ho avuto conferma, che la decisione di accorpamento delle centrali operative 118 a Genova non fornisce garanzia di un veloce intervento sul territorio”.
Il consigliere comunale sposta poi il tema sul piano più generale, parlando della necessità di rivedere le logiche che hanno portato alla centralizzazione del servizio. “Qui non si tratta più di scelte politiche di destra, di sinistra o di centro – prosegue –. L’ottimizzazione tecnologica, i protocolli, gli algoritmi internazionali, gli standard qualitativi, la razionalizzazione delle spese e del personale sono scelte che interessano poco se mettono a rischio la salute e la vita dei cittadini”.
Infine, la richiesta esplicita: “La decisione di centralizzare il servizio del 118 a Genova va assolutamente rivista”.
Parole che si inseriscono nel dibattito, già emerso più volte negli ultimi mesi e in particolare nelle ultime settimane in Liguria, sui tempi di intervento dell’emergenza sanitaria e sull’efficacia del modello centralizzato rispetto alle esigenze dei territori periferici e del Ponente ligure.