Attualità - 19 maggio 2026, 07:21

Turismo che viene e turismo che va: da dove arrivano i visitatori della provincia di Imperia a inizio 2026

Tra mercati storici che si consolidano, nuove crescite e flussi in rallentamento: la nuova geografia dei visitatori della Riviera dei Fiori

L’inizio del 2026 ridisegna la provenienza dei turisti che scelgono la provincia di Imperia. Nei primi mesi dell’anno si rafforza il peso di alcuni mercati storici, emergono nuove aree di crescita e rallentano territori tradizionalmente importanti, delineando una mappa dei flussi sempre più dinamica. Stando ai dati forniti dall'osservatorio regionale il turismo di prossimità continua a rappresentare la spina dorsale del territorio. Lombardia e Piemonte restano di gran lunga i principali serbatoi di visitatori italiani, confermando il legame storico tra la Riviera dei Fiori e il Nord-Ovest. Anche Lazio, Emilia-Romagna e Campania mantengono flussi consistenti, a dimostrazione di come Imperia continui a essere una destinazione consolidata per viaggi brevi e soggiorni fuori stagione.

Ma la vera sorpresa arriva dal Centro Italia. La Toscana registra una crescita molto marcata sia negli arrivi sia nelle notti trascorse (42,15% negli arrivi e addirittura +57,12% nelle presenze): un balzo che segnala un cambiamento nelle abitudini di viaggio e un crescente interesse per la Riviera anche da parte dei turisti del versante tirrenico. Crescono sensibilmente anche i flussi dal Friuli-Venezia Giulia e dal Lazio, segno che il turismo interno sta ampliando il proprio raggio geografico. Accanto alle crescite non mancano però segnali di rallentamento. Alcune regioni tradizionalmente presenti, come Abruzzo, Marche e Sardegna, mostrano una diminuzione significativa delle presenze. Anche dal Piemonte, pur rimanendo uno dei mercati più importanti, arrivano meno pernottamenti rispetto allo scorso anno. Un dato che suggerisce soggiorni più brevi e una maggiore frammentazione delle vacanze.

Sul fronte internazionale, la Francia continua a dominare la scena con ampio margine, confermandosi il principale mercato estero della provincia. Accanto ai visitatori francesi, restano fondamentali quelli provenienti da Germania e Svizzera, che continuano a garantire numeri elevati e una presenza stabile. Tra i segnali più positivi spicca la crescita del turismo tedesco (+14,01% nelle presenze) e soprattutto di quello statunitense, in aumento sensibile nei pernottamenti (+21,69% di presenze). Anche la Spagna mostra un incremento molto forte (addirittura (+75,82%), segno che la Riviera dei Fiori sta rafforzando la propria attrattività nel panorama europeo.

Parallelamente, alcuni mercati storici dell’Europa del Nord e dell’Est mostrano invece una frenata. Paesi Bassi, Romania, Svezia e Regno Unito registrano una riduzione delle presenze, mentre l’Ucraina evidenzia un calo significativo. Si tratta di flessioni diffuse che contribuiscono a ridisegnare la composizione del turismo straniero. Interessanti, infine, i segnali provenienti da mercati ancora piccoli ma in forte crescita. Corea del Sud, Messico, Norvegia e Ungheria fanno registrare aumenti molto marcati: numeri ancora contenuti, ma indicativi di una domanda internazionale sempre più diversificata.