Cronaca - 18 maggio 2026, 12:20

Bimba morta a Bordighera, attesa per la proroga degli accertamenti: “Le lesioni riscontrate erano di epoche diverse”

Parla l’avvocata Laura Corbetta, legale di Emanuela Aiello: “Non abbiamo ancora ricevuto nulla di ufficiale, ma immaginiamo che verrà chiesta una proroga. Il lavoro è lungo e complesso”

Resta ancora tutto in sospeso attorno alla morte della piccola Beatrice, la bimba di due anni deceduta a Bordighera e al centro dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Imperia. Dopo la scadenza dei novanta giorni richiesti dal professor Francesco Ventura per completare gli accertamenti medico-legali, continua infatti l’attesa per capire se verranno depositati i risultati oppure se sarà formalizzata una proroga di ulteriori trenta giorni.

Ad oggi, però, nessuna comunicazione ufficiale sarebbe ancora arrivata alle parti coinvolte. A confermarlo è l’avvocata Laura Corbetta, difensore di Emanuela Aiello, che nelle ultime ore ha spiegato come, almeno formalmente, non sia stato notificato alcun provvedimento. 

“Non ci è arrivato niente”, spiega la legale. “La nostra patologa ci ha detto che probabilmente verrà chiesta una proroga, ma di concreto ancora non abbiamo ricevuto nulla”. Una possibilità che, secondo quanto emerge, sarebbe legata soprattutto alla complessità degli accertamenti ancora in corso e alla necessità di ulteriori approfondimenti prima del deposito definitivo della consulenza.

“Sicuramente immaginiamo che verrà chiesta una proroga perché il lavoro è ancora indietro”, prosegue Corbetta. “Non sono ancora state inviate neppure le bozze ai consulenti di parte e quindi abbiamo ipotizzato questo possibile scenario”

Nel frattempo restano numerosi gli interrogativi ancora aperti sulle cause della morte della bambina. “A un esame preliminare dell’autopsia, a cui ho partecipato, le lesioni riscontrate sul corpicino erano tante e di varie epoche”, spiega. “Anche la nostra patologa, ci ha riferito che il professor Ventura avrebbe parlato di segni riconducibili a momenti differenti. Alcuni potrebbero risalire anche a giorni precedenti rispetto a quelli che si presumono collegati alla causa della morte”.

Un elemento che, secondo la difesa, renderebbe inevitabilmente più delicato e complesso il lavoro dei consulenti. “Una volta che vengono date delle risposte, quelle restano”, sottolinea ancora Corbetta. “È evidente quindi che si vogliano fare tutti gli approfondimenti necessari prima di arrivare a conclusioni definitive”.

Per il momento, dunque, il procedimento resta in una fase di totale attesa. Da oggi, però, ogni scenario resta aperto: dal possibile deposito degli esiti medico-legali fino alla richiesta ufficiale di una proroga tecnica per consentire ulteriori accertamenti.