Sanità pubblica e appalti al centro della raccolta firme, organizzata dalla Cgil nel fine settimana, per sostenere le due proposte di legge di iniziativa popolare. Gazebi sono stati allestiti a Ventimiglia, Sanremo e Imperia.
"I diritti non si tagliano, si difendono!" - dicono dalla Cgil - "Un'occasione per sostenere la proposta di legge di iniziativa popolare per il diritto alla salute. Il livello di finanziamento del fondo sanitario nazionale non deve essere inferiore al 7,5% del Pil. E' necessario valorizzare economicamente e professionalmente il lavoro di chi tutela e promuove la salute. Bisogna garantire il personale necessario ad assicurare prevenzione, assistenza e cura con assunzioni a tempo indeterminato. I medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta devono progressivamente passare dall'attuale rapporto convenzionale alle dipendenze del servizio sanitario nazionale. La spesa per il personale del SSN non deve più essere soggetta ad alcun tetto e devono essere introdotti limiti alle esternalizzazioni. Deve essere assicurato il pieno e omogeneo sviluppo dell'assistenza territoriale definita dal DM 77/2022. Deve essere garantito il rispetto dei tempi di attesa attraverso investimenti nel SSN per la presa in carico dei bisogni di salute delle persone. La salute delle persone anziane è una delle priorità del nostro Paese, da affrontare affermando il diritto all'assistenza e alle cure con una copertura pubblica, universale e uniforme. Sono necessarie politiche per rispondere ai bisogni delle persone anziane e non autosufficienti. Si deve dar seguito al potenziamento dell'assistenza domiciliare e al miglioramento dell'assistenza residenziale e semiresidenziale. Tra le altre aree prioritarie la salute e la sicurezza suoi luoghi di lavoro, salute mentale, dipendenze, consultori familiari, farmaceutica e ricerca".
"I diritti non si appaltano" - sottolineano dalla Cgil - "Le sette proposte sono: stesso lavoro, stessi diritti, stesso salario e tutele per chi lavora negli apparati; basta false partite Iva, compensi equi anche per il lavoro autonomo in appalto; sicurezza: risponde il committente, più responsabilità su salute e sicurezza; salari e contratti garantiti, il committente risponde di abusi e violazioni; stop agli appalti finti, assunzione diretta se l'appalto è illecito; limiti ai subappalti, stop alle catene che aumentano, sfruttamento e incidenti; e trasparenza sugli appalti, informazione e confronto con lavoratori e sindacati".