Alla tredicesima edizione della Giornata nazionale di Confcommercio “Legalità, ci piace!”, svoltasi presso l’Auditorium della Camera di Commercio, è emerso un quadro preoccupante per il mondo del commercio e dei servizi a livello nazionale, anche se a livello locale a tenere banco è la costante tendenza delle serrande ad a essere abbassate soprattutto nei centri storici, in particolare nel capoluogo, ma non solo.
Le interviste
Secondo l’indagine presentata dal presidente nazionale di Confcommercio, Carlo Sangalli crescono abusivismo, contraffazione, furti e taccheggi, fenomeni che nel 2025 potrebbero mettere a rischio 284mila posti di lavoro regolari, sottolineando che “sicurezza e legalità sono la base della libertà d’impresa”.
Il 29% delle imprese del terziario ritiene peggiorata la sicurezza nei propri territori e i fenomeni criminali percepiti in maggiore aumento sono furti, vandalismi, aggressioni e rapine. Preoccupano anche le baby gang, segnalate dal 22,8% degli imprenditori, e gli effetti della cosiddetta “mala movida”, associata a degrado urbano, danneggiamenti e microcriminalità. Quasi sette imprese su dieci denunciano danni causati da abusivismo e contraffazione, soprattutto per la concorrenza sleale e la perdita di competitività. Il taccheggio resta inoltre uno dei problemi più diffusi: oltre sei attività commerciali su dieci dichiarano di subirlo, con furti frequenti di cosmetici, abbigliamento, accessori moda, elettronica e alimentari confezionati.
Per contrastare questi fenomeni, quasi nove imprese su dieci hanno investito in sistemi di sicurezza come videosorveglianza e allarmi antifurto. Dall’indagine emerge infine un forte legame tra commercio e sicurezza urbana: secondo la maggioranza degli imprenditori, una città con negozi aperti è percepita come più sicura, mentre la chiusura delle attività favorisce degrado, vandalismo e microcriminalità.