Nuovo capitolo nel caso di Nessy Guerra, la 26enne sanremese bloccata in Egitto insieme alla figlia di tre anni e condannata anche in appello per adulterio, accusa che la giovane continua a respingere definendola frutto di false testimonianze.
Nelle ultime ore, infatti, sui social è comparso un video pubblicato dall’ex marito Tamer Hamouda, nel quale l’uomo, accompagnato dalla madre, sostiene di essersi recato al Cairo per chiedere alle autorità italiane la “legalizzazione delle sentenze di assoluzione” relative ai procedimenti aperti dopo le denunce presentate da Nessy.
“Non voglio più stare con Nessy Guerra, lei è libera di andare”, afferma nel video. “Noi chiediamo soltanto che vengano legalizzate le sentenze di assoluzione dei casi Interpol per le accuse false e ingiuste che mi ha fatto”.
Secondo quanto dichiarato dall’uomo, il mancato riconoscimento di quei documenti starebbe impedendo a lui e alla madre di rientrare in Italia. “Io sono italiano, mia mamma è italiana, siamo nati in Italia”, sostiene nel filmato, aggiungendo: “Noi continuiamo a chiedere soltanto la legalizzazione delle sentenze. Abbiamo vinto, siamo stati assolti”.
Nel video, Hamouda parla anche della figlia, che dice di non vedere “da due anni e mezzo”, definendo la situazione “un rapimento” e accusando le istituzioni di voler favorire la fuga della donna dall’Egitto. “Vogliono far scappare Nessy”, dichiara. “Ma noi abbiamo anche la sentenza di affidamento di mia figlia”.
Nel filmato pubblicato sui social, Hamouda sostiene che il Consolato italiano e Nessy Guerra starebbero tentando di favorire una fuga della donna dall’Egitto insieme alla bambina. “Vogliono far scappare Nessy”, afferma nel video. “Ma noi abbiamo anche la sentenza di affidamento di mia figlia”.
Accuse rilanciate anche attraverso alcune stories pubblicate su TikTok, dove l’uomo scrive: “Al Consolato del Cairo mi hanno detto che il Consolato e Nessy non vogliono accettare il mio accordo perché si stanno mobilitando per far scappare Nessy rapendo mia figlia”. E ancora: “Mia figlia è affidata a mia madre dal tribunale. Vogliono impedire a me e a mia madre di tornare in Italia lasciandoci in Egitto senza documenti”.
Parole che arrivano mentre il caso continua ad assumere una dimensione sempre più mediatica e diplomatica. Da settimane, infatti, la vicenda della giovane sanremese è al centro dell’attenzione nazionale, con appelli politici, manifestazioni pubbliche e richieste di intervento rivolte al Governo italiano.
Parallelamente, emergono anche nuovi dettagli sul documento che, secondo quanto riferito dalla difesa di Nessy Guerra, sarebbe stato inviato dall’ex marito come proposta di accordo. Un testo definito dall’avvocata Agata Armanetti non una “riconciliazione”, ma “un perimetro di controllo”.
Parole che arrivano mentre il caso continua ad assumere una dimensione sempre più mediatica e diplomatica. Da settimane, infatti, la vicenda della giovane sanremese è al centro dell’attenzione nazionale, con appelli politici, manifestazioni pubbliche e richieste di intervento rivolte al Governo italiano.
Parallelamente, emergono anche nuovi dettagli sul documento che, secondo quanto riferito dalla difesa di Nessy Guerra, sarebbe stato inviato dall’ex marito come proposta di accordo. Un testo definito dall’avvocata Agata Armanetti non una “riconciliazione”, ma “un perimetro di controllo”.
Stando a quanto si apprende, nel documento, scritto in arabo e descritto come un “contratto di matrimonio islamico-italiano”, la donna dovrebbe impegnarsi a tornare a vivere con l’ex marito, seguirlo nei suoi spostamenti e non lasciare il tetto coniugale senza autorizzazione.
Tra le clausole riportate figurerebbero anche l’obbligo di consegnare le password dei social network e dei dispositivi elettronici, permettere controlli sugli account personali e modificare il proprio comportamento pubblico e privato. Secondo quanto emerso, Nessy dovrebbe inoltre impegnarsi a essere “modesta”, “fedele” e a non mostrare “ornamenti o nudità” sui social o nella vita quotidiana.
Non solo. In caso di futura rottura dell’accordo, la custodia della figlia resterebbe definitivamente al padre. Un quadro che la difesa della giovane sanremese considera incompatibile con qualsiasi reale ipotesi di libertà o tutela. “Le veniva chiesto di sottomettersi completamente”, è la linea sostenuta dall’avvocata Armanetti, che da mesi segue il caso insieme alla famiglia della ragazza.
Nel frattempo resta forte la preoccupazione per la posizione giudiziaria di Nessy Guerra. La giovane rischia infatti il carcere dopo la conferma della condanna per adulterio, reato abolito in Italia da decenni ma ancora previsto dalla legislazione egiziana. Secondo quanto riferito dalla difesa, alla pena potrebbero aggiungersi anche lavori forzati, mentre è già pronto il ricorso in Cassazione.
La Farnesina, attraverso il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha fatto sapere nelle scorse settimane di aver avviato interlocuzioni con le autorità egiziane per cercare una soluzione alla vicenda. Ma al momento Nessy Guerra continua a vivere nascosta insieme alla figlia, in una situazione che lei stessa ha più volte descritto come segnata dalla paura costante di un arresto.