Cronaca - 11 maggio 2026, 12:14

Superbonus 110% tra Taggia e Riva Ligure, scatta l’inchiesta: “Acquisiti documenti, ma accuse non ancora chiare”

La Procura di Imperia indaga su una ventina di pratiche edilizie legate ai bonus fiscali. Perquisizioni della Guardia di Finanza tra abitazioni, uffici e società: tra gli indagati anche il sindaco di Riva Ligure Giorgio Giuffra

La Procura di Imperia ha aperto un’inchiesta per una presunta truffa ai danni dello Stato legata ad alcune pratiche edilizie riconducibili al Superbonus 110% e al bonus facciate. Al centro degli accertamenti ci sarebbero circa venti interventi effettuati tra Taggia e Riva Ligure, con verifiche che riguardano documentazioni, certificazioni tecniche, subappalti e procedure utilizzate per accedere alle agevolazioni fiscali. L’indagine, anticipata nelle scorse ore dal quotidiano La Stampa, è coordinata dalla Procura imperiese e vede impegnati i militari della Guardia di Finanza di Imperia e Sanremo. Secondo quanto emerso, sarebbero una quindicina le persone finite nel registro degli indagati tra imprenditori, amministratori di condominio e professionisti del settore edilizio.

Tra i nomi emersi figurano Giorgio Giuffra, sindaco di Riva Ligure, il fratello Massimo Giuffra, presidente di Confcommercio Taggia, l’imprenditore Giuseppe Ghu della Casa Olearia Taggiasca e l’operatore immobiliare Daniele Lanza. L’inchiesta, viene precisato, non riguarderebbe l’attività amministrativa svolta da Giorgio Giuffra come primo cittadino. Nei giorni scorsi gli investigatori hanno effettuato perquisizioni e sequestri di documentazione tra sedi societarie, uffici e abitazioni private. Gli accertamenti sarebbero partiti da alcune verifiche fiscali su società attive nel comparto edilizio e su aziende coinvolte nei subappalti dei lavori effettuati nei condomini interessati dai bonus statali. A commentare la vicenda è stato anche l’avvocato Alessandro Moroni, legale coinvolto nella difesa di Giorgio Giuffra, che ha confermato l’acquisizione di documentazione da parte degli investigatori. “Sono andati a fare dei sequestri che riguardano lavori del 110% e hanno acquisito documenti relativi anche ai subappalti”, ha spiegato, sottolineando però come allo stato attuale il quadro accusatorio non sarebbe ancora definito.

“Ad oggi facciamo fatica a capire cosa venga ipotizzato”, ha aggiunto il legale. “Nel verbale non è esplicitato”. Secondo Moroni, i finanzieri avrebbero acquisito soprattutto fatture e documentazione amministrativa utile a ricostruire i rapporti economici tra le imprese coinvolte. L’avvocato invita comunque alla prudenza, evidenziando come la fase attuale sia ancora preliminare. “Finché non viene esplicitata un’accusa precisa, si tratta sostanzialmente di un’attività di acquisizione documentale per comprendere cosa sia stato fatto”, ha spiegato. Moroni ha inoltre confermato la notifica degli avvisi di garanzia ai fratelli Giuffra, precisando però che al momento non sarebbero previsti interrogatori. “Prima di interrogare qualcuno bisogna contestargli qualcosa di preciso. Ora stanno acquisendo documenti per capire”.