A quasi tre mesi dalla morte della piccola Beatrice, la bambina deceduta a Bordighera in circostanze ancora al vaglio degli investigatori, l’inchiesta resta sospesa in attesa degli esiti definitivi degli accertamenti medico-legali e delle analisi dei Ris.
Al momento, infatti, non sarebbero emerse novità sostanziali né dall’autopsia né dagli approfondimenti tecnici disposti dagli inquirenti. Le parti coinvolte attendono ancora risposte concrete su quanto accaduto. Risposte che potrebbero arrivare a breve: il professor Francesco Ventura, incaricato degli accertamenti, si era preso novanta giorni di tempo durante l'autopsia svolta lo scorso 16 febbraio.
Nel frattempo resta aperto anche il delicato capitolo legato alle due sorelle della bambina, figlie di Emanuela Aiello, che dopo la tragedia non avrebbe più avuto contatti diretti con le minori. A confermarlo è l’avvocata Laura Corbetta, che segue la donna nel procedimento in corso davanti al tribunale di Imperia. “È in corso il procedimento relativo all’affidamento delle bambine e alle modalità con cui potranno mantenere i contatti con i genitori”, spiega la legale.
Le due minori si trovano attualmente in una struttura protetta, mentre il giudice avrebbe delegato i servizi sociali alla gestione e alla valutazione dei rapporti tra le bambine e i genitori. “I servizi hanno già depositato una relazione, ma senza esprimersi in modo definitivo”, precisa Corbetta. “Ora siamo in attesa di ulteriori approfondimenti e di una nuova relazione”.
La prossima data fissata è quella del 26 maggio, quando il tribunale tornerà ad affrontare il caso. Nel frattempo, secondo quanto riferito dalla legale, la madre non avrebbe ancora avuto alcun contatto diretto con le figlie. “Ad oggi le bambine non hanno né visto né sentito la mamma”, afferma Corbetta. “Per il momento abbiamo chiesto almeno la possibilità di effettuare delle videochiamate. Poi, in base all’andamento del procedimento e agli elementi che emergeranno, valuteremo eventuali ulteriori istanze. Bisogna procedere per gradi”.