L’avvio dell’esame dello schema di legge delega per il nuovo Codice dell’edilizia e delle costruzioni viene accolto con favore da CNA Imperia Costruzioni, che lo considera un passaggio necessario e non più rinviabile per garantire al comparto un quadro normativo moderno, stabile e coerente. A oltre vent’anni dal Testo Unico dell’edilizia, secondo l’associazione, imprese e professionisti si trovano ancora a operare in un sistema frammentato, caratterizzato da continui cambi normativi, interpretazioni differenti tra territori e procedure amministrative spesso lente e imprevedibili. Una situazione che negli anni ha prodotto incertezza, aumento dei costi e difficoltà nella programmazione degli investimenti.
Il presidente di CNA Imperia Costruzioni, Massimo Luoo, sottolinea come le imprese non chiedano scorciatoie, ma semplicemente regole chiare, tempi certi e amministrazioni efficienti. Troppo spesso, evidenzia, gli interventi edilizi si bloccano tra pareri, competenze sovrapposte e interpretazioni diverse della stessa norma. Secondo CNA Imperia Costruzioni, la riforma potrà rappresentare una vera svolta soltanto se saprà andare oltre il semplice riordino formale delle norme, affrontando concretamente i nodi che rallentano il settore: semplificazione dei titoli edilizi, uniformità delle procedure, certezza dei tempi amministrativi e coordinamento tra Stato, Regioni ed enti locali. Il silenzio-assenso, prosegue Luoo, deve diventare reale e operativo e non restare un principio teorico destinato a perdersi nei passaggi burocratici. Per le imprese, la certezza dei procedimenti amministrativi vale oggi quanto la sostenibilità economica degli interventi.
Tra i temi centrali indicati da CNA Imperia c’è anche il rafforzamento della capacità amministrativa dei Comuni, soprattutto quelli di piccole e medie dimensioni, attraverso strumenti digitali uniformi ed efficienti. L’associazione chiede sportelli digitali integrati, modulistica nazionale obbligatoria e check list chiare della documentazione richiesta, per superare definitivamente le differenze operative tra uffici e territori. Particolare attenzione viene riservata anche allo stato legittimo degli immobili e al fascicolo digitale delle costruzioni, considerati strumenti strategici per garantire maggiore trasparenza, sicurezza e rapidità nelle pratiche edilizie. Per CNA Imperia, il fascicolo d’impresa e il fascicolo digitale possono diventare infrastrutture decisive per ridurre gli oneri burocratici, valorizzare le imprese regolari e contrastare lavoro irregolare e concorrenza sleale.
L’associazione evidenzia inoltre la necessità di un riordino delle categorie di intervento edilizio e di una revisione equilibrata del sistema sanzionatorio. Secondo Luoo, non è possibile equiparare piccole difformità formali ad abusi gravi: serve proporzionalità, accompagnata da incentivi per gli interventi che migliorano sicurezza sismica, efficienza energetica e sostenibilità ambientale. Per CNA Imperia Costruzioni, la riforma dovrà avere nella rigenerazione urbana uno dei pilastri principali, favorendo il recupero del patrimonio esistente, la micro-rigenerazione e il contenimento del consumo di suolo. Il futuro dell’edilizia, evidenzia il presidente, non passa dall’espansione infinita ma dal recupero, dalla riqualificazione e dalla messa in sicurezza delle città. La vera prova della riforma sarà però la sua attuazione concreta, con meno burocrazia, tempi ridotti e maggiori possibilità di investimento per le imprese.
Anche il segretario di CNA Imperia, Luciano Vazzano, sottolinea il valore strategico del comparto edilizio per l’economia locale e nazionale, ribadendo la necessità di interlocutori credibili, regole certe e strumenti amministrativi realmente funzionali alle esigenze delle imprese. Vazzano ricorda come CNA Imperia sia quotidianamente al fianco degli artigiani e delle piccole imprese del settore, raccogliendo criticità e trasformandole in proposte operative da portare ai tavoli istituzionali. Semplificazione amministrativa, certezza normativa e riduzione dei tempi, sottolinea, incidono direttamente sulla capacità delle imprese di lavorare, investire e programmare il futuro. L’associazione conclude definendo l’avvio della riforma un segnale positivo, ma anche soltanto il primo passo di un cambiamento che dovrà tradursi rapidamente in norme semplici, uniformi e immediatamente applicabili su tutto il territorio nazionale.