Attualità - 07 maggio 2026, 07:21

Nessy Guerra: “Condannata con testimonianze false”. Nuovo appello della madre sanremese bloccata in Egitto

La 26enne sanremese affida ai social un nuovo sfogo dopo la conferma della pena a sei mesi di carcere e lavori forzati. Ieri il sit-in davanti a Montecitorio per chiedere l’intervento del Governo italiano

Con un nuovo video pubblicato sui social, Nessy Guerra torna a parlare dopo la conferma in appello della condanna a sei mesi di carcere e lavori forzati in Egitto per adulterio. Una vicenda che da anni tiene bloccata la giovane madre sanremese insieme alla figlia e che negli ultimi giorni è tornata al centro dell’attenzione politica e mediatica. Nel video, la 26enne ribadisce la propria versione dei fatti, parlando apertamente di testimonianze false, minacce e di una condizione di costante paura.

“Sono latitante in Egitto a causa di una condanna a sei mesi di carcere e lavori forzati per un presunto adulterio che io non ho mai commesso”, afferma all’inizio del messaggio. Poi l’accusa diretta: “Sarebbero bastati tre testimoni falsi presi dalla strada e pagati per farmi condannare anche in secondo grado”.

Nessy Guerra ha ricordato nuovamente come uno dei testimoni principali avrebbe successivamente ritrattato la propria deposizione davanti a un ufficio notarile. “Il testimone chiave di questa causa avrebbe dichiarato di essere stato minacciato dal mio ex per fare una testimonianza falsa contro di me”.

Nel suo sfogo, la giovane sanremese denuncia anche il fatto che il tribunale egiziano non avrebbe tenuto conto del contesto legato alle violenze denunciate negli anni. “Non è stato considerato che io sia una vittima di violenza”, dice. E ancora: “Non è stato tenuto conto che questo soggetto è stato condannato in via definitiva in Italia a tre anni di carcere per stalking, violenza e truffa ai danni di un’altra donna”.

La 26enne cita anche il quadro clinico dell’ex marito, sostenendo che vi sarebbero documentazioni ospedaliere relative a problemi psichiatrici e abuso di sostanze stupefacenti. Uno dei passaggi più forti del video riguarda proprio il comportamento dell’uomo durante il procedimento giudiziario. “Non è stato tenuto conto del fatto che lui si sia presentato in aula e in tribunale come Gesù Cristo”. Parole che richiamano anche quanto emerso nei giorni scorsi durante l’intervento radiofonico dell’ex marito alla trasmissione “La Zanzara”, dove l’uomo aveva dichiarato: “Io sono Gesù Cristo”.

Secondo Nessy Guerra, nulla di tutto questo sarebbe stato preso in considerazione dal tribunale. “Sono stati invece considerati tre testimoni falsi che avrebbero dichiarato su un foglio di avermi visto commettere l’atto di adulterio”.

Intanto ieri mattina la vicenda è arrivata anche davanti a Montecitorio, dove il partito Azione ha organizzato un sit-in per chiedere il ritorno in Italia della giovane madre e della figlia. Durante l’iniziativa, la segretaria provinciale Desiree Negri ha definito il caso “una vera emergenza umanitaria”, chiedendo al Governo italiano di avviare un’interlocuzione diplomatica con le autorità egiziane.

Azione ha parlato di una situazione ormai “insostenibile e pericolosa”, rilanciando la necessità di un intervento immediato da parte della Farnesina e dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, come richiesto anche dall'avvocata italiana Agata Armanetti.

Nel frattempo Nessy Guerra continua a vivere nascosta insieme alla figlia, cambiando frequentemente abitazione per timore di essere rintracciata. Una condizione che, dopo la sentenza di secondo grado, appare ancora più delicata.