Politica - 06 maggio 2026, 17:42

Sicurezza sul lavoro in Liguria, allarme organici dal sindacato Usb "In Asl1 Imperia carenza del 36%, sistema sotto pressione"

Dai dati richiesti da USB emerge un deficit diffuso negli Psal: quasi il 50% di personale in meno rispetto agli standard nazionali

La sicurezza sul lavoro in Liguria resta un nodo irrisolto e i numeri raccontano una realtà preoccupante, soprattutto nella provincia di Imperia. Secondo i dati raccolti dal sindacato USB tramite accesso agli atti, l’Asl 1 Imperiese presenta una carenza significativa di personale nei servizi di prevenzione, con ricadute dirette sull’efficacia dei controlli nei luoghi di lavoro. Nel dettaglio, l’Asl 1 conta 14 operatori Psal a fronte di circa 65 mila occupati, un numero inferiore rispetto agli standard fissati dalla strategia nazionale 2026-2030, che prevede 34 operatori ogni 100 mila lavoratori. Questo si traduce in una carenza stimata di 8 unità, pari a circa il 36% del fabbisogno, un dato che fotografa chiaramente le difficoltà operative sul territorio imperiese.

Il quadro regionale non è più rassicurante. Sommando le cinque Asl liguri, emerge una carenza complessiva di circa 100 operatori, pari a quasi il 50% del personale necessario. Una situazione che, secondo USB, incide direttamente sulla capacità di prevenire incidenti e garantire il rispetto delle norme sulla sicurezza. “I dati sulle irregolarità riscontrate nei controlli sono sconcertanti”, si legge nel comunicato, che sottolinea come, nonostante le dichiarazioni istituzionali, non si registrino interventi concreti per rafforzare il sistema dei controlli. Particolarmente critica è la situazione operativa: oltre alla carenza di organico, il sindacato denuncia anche la mancanza di strumenti adeguati, come l’assenza di centraline per il monitoraggio del microclima negli ambienti di lavoro, elemento rilevante soprattutto nelle strutture sanitarie durante i mesi estivi.

Sul fronte dei controlli, emergono anche problemi procedurali. “Gli ispettori dovrebbero convocare durante i sopralluoghi gli Rls e le organizzazioni sindacali denuncianti, ma questo raramente avviene”, evidenzia USB, denunciando "Una mancata presa in carico delle segnalazioni e un indebolimento del sistema di tutela dei lavoratori". Il comunicato punta inoltre il dito contro una gestione considerata inadeguata anche sul piano politico e istituzionale. “Non vediamo un concreto impegno da parte delle Istituzioni”, afferma il sindacato, chiedendo maggiore trasparenza e un coinvolgimento reale delle parti sociali nei tavoli regionali sulla sicurezza. Infine, viene sollevato il tema delle condizioni nei luoghi di lavoro sanitari, dove alle aggressioni fisiche si aggiungerebbero forme di pressione organizzativa. “Il personale sanitario subisce una doppia aggressione”, sostiene USB, collegando il problema anche al mancato rispetto delle normative sullo stress lavoro-correlato.

"In questo contesto - termina l'Usb - la situazione dell’Asl 1 Imperiese diventa emblematica: un territorio con numeri insufficienti per garantire controlli capillari e una prevenzione efficace, in un sistema che, complessivamente, appare ancora lontano dagli standard previsti a livello nazionale".