Cronaca - 04 maggio 2026, 07:11

Autovelox non omologati, l'avvocato Mazzola a Radio 24: “Sanzioni contestabili e Comuni a rischio condanna per resistenza temeraria”

Il legale ventimigliese spiega: "Senza omologazione gli apparecchi non sono utilizzabili; ricorsi possibili e rimborsati, ma resta il nodo normativo"

Nel corso della trasmissione “Due di denari” su Radio 24, l’avvocato ventimigliese Marco Mazzola ha fatto il punto sulla controversa questione degli autovelox non omologati, chiarendo i profili giuridici e le conseguenze per cittadini e amministrazioni. Secondo Mazzola, la giurisprudenza è ormai consolidata: l’omologazione è un requisito indispensabile per la validità delle rilevazioni di velocità. “Non esistendo un regolamento di omologazione attualmente in Italia, non esistono autovelox regolarmente omologati”, ha spiegato, sottolineando come questo renda contestabili le sanzioni elevate.

L’avvocato ha ricordato che le pronunce della Corte di Cassazione, in continuità con quelle della Consulta, hanno ribadito più volte l’obbligo di omologazione, respingendo l’equiparazione tra “approvazione” e “omologazione”. “La Cassazione ha ritenuto manifestamente infondate le tesi che equiparano i due procedimenti”, ha precisato, evidenziando come questa interpretazione sia stata ribadita numerose volte, anche in casi riguardanti enti locali. Uno degli aspetti più rilevanti riguarda le conseguenze per le amministrazioni. In presenza di orientamenti giurisprudenziali consolidati, l’insistenza dei Comuni nel difendere le multe può tradursi in una condanna. “La mancata autotutela e la resistenza in giudizio possono configurare una resistenza temeraria”, ha affermato Mazzola, spiegando che in questi casi il giudice può riconoscere un risarcimento aggiuntivo al cittadino.

Sul piano pratico, Mazzola ha chiarito che il ricorso al giudice di pace comporta un contributo minimo (circa 43 euro), generalmente rimborsato in caso di vittoria. Esiste però anche un’alternativa più economica: il ricorso al prefetto, che può essere presentato entro 60 giorni con costi minimi. “È una strada praticamente a zero spese, utile per far valere le proprie ragioni”, ha sottolineato. I tempi della giustizia restano un fattore critico: “oggi si va mediamente dai sei agli otto mesi”, ha spiegato l’avvocato, evidenziando l’aumento dei ricorsi. Sul fronte normativo, il Ministero dei Trasporti ha avviato un percorso per sanare la situazione, con una bozza inviata a Bruxelles nel 2026. Tuttavia, la disciplina non è ancora in vigore, lasciando il sistema in una fase di incertezza.

La sintesi di Mazzola è netta: "Il censimento degli autovelox non basta. È una condizione necessaria ma non sufficiente: senza omologazione, le sanzioni non sono legittime”. Un quadro che apre spazi ai ricorsi, ma che, allo stesso tempo, evidenzia l’urgenza di un intervento normativo definitivo.