Politica - 02 maggio 2026, 19:00

Autovelox a Porra, Ventimiglia Progressista all'attacco: "Dispositivo non omologato che fa cassa, non sicurezza stradale"

Il movimento politico smonta la difesa del consigliere Parodi: segnaletica contraddittoria, strade pericolose e controlli assenti dove servirebbero davvero

Un autovelox che non tutela i cittadini, ma li multa. È questa l'accusa che Ventimiglia Progressista rivolge all'amministrazione comunale, in risposta alle dichiarazioni del consigliere di maggioranza Roberto Parodi.

Il dispositivo installato al km 145+027 in località Porra, secondo il movimento, presenta criticità difficili da ignorare: non sarebbe omologato — con tutto ciò che questo comporta sull'affidabilità delle rilevazioni — e sarebbe posizionato in modo scorretto, con il segnale dei 50 km/h collocato prima, anziché dopo, il cartello di fine centro abitato. In un tratto rettilineo e fuori dall'abitato, dove il Codice della Strada prevederebbe un limite più elevato, il risultato è una pioggia di verbali per chi supera di pochi chilometri orari una soglia che, come avrebbero riconosciuto sia l'attuale che il precedente sindaco, andrebbe rivista al rialzo.

"Nessuno ha mai letto il provvedimento derogatorio", attacca il movimento, che ricorda come lo stesso Parodi, da candidato sindaco, ritenesse sufficiente "mettere una putrella" per risolvere il problema della strada di San Secondo. Oggi, denuncia Ventimiglia Progressista, quel pragmatismo è scomparso: le strade comunali restano in attesa degli interventi necessari, mentre su quelle provinciali e statali non viene esercitata alcuna pressione.

Eppure i rischi reali esistono e sono altrove. Nel centro abitato di Porra mancano marciapiedi alle intersezioni e agli attraversamenti pedonali. Nel tratto tra la Iveco e Fusco si sono verificati diversi incidenti, anche per cause diverse dalla velocità, senza che la situazione venga migliorata né controllata. E nonostante la presenza dell'autovelox, si è registrato di recente un incidente mortale nella galleria di Trucco — dove il limite è di 30 km/h — e un'invasione di corsia nel centro abitato.

"La coscienza dovrebbe impedire di accettare limiti ingiusti e autovelox che servono solo a far cassa", conclude il movimento, che respinge al mittente l'accusa di fare demagogia: "Si addice semmai all'autoproclamato leader dei frontalieri monegaschi.