A dieci anni dalla devastante alluvione del novembre 2016, la frazione di Monesi, nel comune di Mendatica, può oggi guardare al futuro con maggiore fiducia. L’evento aveva causato il riattivarsi di un vasto movimento franoso, isolando il borgo e interrompendo i principali collegamenti viari. In questo decennio, grazie a un lavoro congiunto tra enti locali, Regione Liguria e Provincia di Imperia, è stato avviato un percorso concreto di ricostruzione e rilancio. Un cammino non privo di ostacoli tecnici e amministrativi, ma che ha progressivamente restituito accessibilità, sicurezza e prospettive di sviluppo all’intero comprensorio.
Sul fronte della viabilità, uno degli interventi più rilevanti riguarda il collegamento provvisorio realizzato dopo l’emergenza, il cosiddetto by-pass. Inizialmente aperto grazie a fondi regionali, è oggi oggetto di lavori di adeguamento strutturale da parte della Provincia, con l’obiettivo di garantirne stabilità e durabilità nel tempo.
Parallelamente, proseguono gli interventi sulla Strada Provinciale 100 e sulle infrastrutture connesse, inclusa la ricostruzione e messa in sicurezza di ponti e opere danneggiate dall’alluvione. Si tratta di interventi fondamentali per il ripristino completo della rete viaria dell’entroterra. Non solo strade: il rilancio passa anche attraverso le infrastrutture turistiche. In questo contesto, una novità significativa riguarda l’estensione del periodo di apertura stagionale della frazione. Per il 2026, infatti, sarà possibile accedere e utilizzare le abitazioni dal 1° maggio al 31 ottobre, secondo quanto stabilito dall’ordinanza sindacale del 30 aprile 2026.
Questa decisione è supportata da un articolato sistema di monitoraggio del versante, che include:
- capisaldi topografici per il controllo degli spostamenti superficiali;
- strumenti inclinometrici per rilevare deformazioni profonde;
- opere di regimentazione delle acque superficiali;
- sistemi di drenaggio e gestione delle acque sotterranee.
In particolare, sono in fase di completamento interventi per circa 600.000 euro complessivi, finalizzati alla riduzione delle pressioni interne al corpo franoso.
Nonostante i progressi, resta una criticità importante: una parte del borgo antico è ancora classificata come “zona rossa”, quindi permanentemente inaccessibile. In quest’area persistono problemi strutturali e dissesti che non consentono, allo stato attuale, interventi risolutivi per garantire condizioni di sicurezza adeguate. “Permane tuttavia una condizione di criticità strutturale rilevante”, si evidenzia nel documento, sottolineando la necessità di mantenere le ordinanze di inagibilità e il divieto di accesso. L’approccio resta quindi improntato alla massima prudenza: le condizioni di accesso alle aree fruibili saranno costantemente monitorate, con eventuali restrizioni in caso di peggioramento del quadro meteorologico o superamento delle soglie di sicurezza.
Il decennale dell’alluvione rappresenta così non solo un momento commemorativo, ma anche un’occasione per fare il punto sul lavoro svolto e sulle prospettive future. Un percorso che dimostra come, attraverso interventi strutturali, monitoraggio continuo e pianificazione coordinata, sia possibile coniugare sicurezza, tutela del territorio e rilancio, pur nella consapevolezza di un rischio che richiederà attenzione costante nel tempo.