I cambi di stagione arrivano e puntualmente qualcosa cambia. A settembre le temperature scendono, le giornate si accorciano, e quasi sempre - nel giro di qualche settimana - ci si ritrova con il primo raffreddore stagionale. È un classico che si ripete anche in primavera, quando fa bel tempo e poi torna il vento gelido dell’inverno. E ogni anno, in quel momento, si torna a pensare alle difese immunitarie.
Perché le difese immunitarie si abbassano e quando intervenire
Il sistema immunitario non funziona sempre allo stesso modo. Risponde a quello che gli succede intorno: lo stress, il sonno, l'alimentazione, la luce solare. In autunno e in inverno molte di queste variabili peggiorano contemporaneamente, e l'effetto si sente.
Uno degli aspetti meno considerati riguarda la vitamina D. Con meno ore di sole, i livelli scendono, e la vitamina D ha un ruolo preciso nella regolazione della risposta immunitaria. A questo si aggiunge spesso una dieta meno ricca di frutta e verdura fresche rispetto ai mesi estivi. Non sempre ce ne accorgiamo subito, ma il corpo accumula queste carenze.
Iniziare un ciclo di integrazione qualche settimana prima dei periodi più critici è quasi sempre più utile che aspettare i primi sintomi. Prevenire, in questo caso, funziona davvero.
Vitamina C, Zinco e altri micronutrienti: cosa conta davvero
La vitamina C è quella più associata al sistema immunitario, e non senza ragione. Contribuisce alla normale funzione delle difese dell'organismo, ha un'azione antiossidante, sostiene diversi processi cellulari. Il problema è che spesso alcuni prodotti la includono in quantità insufficienti, o in forme che l'organismo assorbe poco.
Lo zinco è altrettanto rilevante, perché partecipa a diverse reazioni enzimatiche, supporta la produzione di cellule immunitarie e interviene nella risposta infiammatoria. Una carenza anche lieve può talvolta acuire una maggiore vulnerabilità ai malanni stagionali.
Troviamo utili anche gli estratti vegetali, come l'echinacea, che ha una lunga tradizione d'uso e alcuni studi ne confermano l'efficacia sulla durata dei sintomi da raffreddore. Il sambuco nero, ricco di flavonoidi, è un altro ingrediente che sta guadagnando attenzione nella ricerca più recente. Non sono rimedi miracolosi, ma in una formula ben costruita possono comunque essere di supporto.
Integratori immunitari e qualità delle formule: cosa leggere prima di acquistare
Sugli scaffali, fisici o online, si trovano moltissimi prodotti con confezioni simili, prezzi molto diversi, composizioni che in apparenza si assomigliano. Ecco perché la prima cosa da fare è leggere l'etichetta, anche per comprendere cosa contiene e in che misura. Alcuni prodotti elencano ingredienti validi, ma in quantità talmente ridotte da avere scarso impatto pratico. Un integratore con vitamina C dovrebbe apportare almeno la dose giornaliera raccomandata.
Tra i brand che lavorano su questi aspetti c'è Matt — brand italiano del Gruppo A&D S.p.A., presente in tutti i migliori supermercati e online — che propone un supporto alle difese immunitarie con formule a base di vitamina C, zinco ed estratti naturali come echinacea e sambuco nero, selezionati per coprire i periodi di maggiore vulnerabilità stagionale.
Cambi di stagione e integrazione: un approccio consapevole
Il tempismo conta. Iniziare un ciclo di integratori quando i sintomi sono già comparsi è una scelta tardiva. Zinco e vitamina C assunti nelle primissime ore dall'insorgenza del raffreddore hanno un effetto sulla durata dei sintomi; tuttavia il momento in cui l'integrazione produce i risultati migliori è quello preventivo, quindi qualche settimana prima dei periodi più critici, quando l'organismo ha ancora il tempo di costruire riserve adeguate.
Va considerato anche il punto di partenza individuale, che cambia molto da persona a persona. Chi segue un'alimentazione varia, ricca di verdure e fonti proteiche di qualità, e riesce a dormire con una certa regolarità, ha già una base di partenza. Per chi invece lavora sotto pressione prolungata, ha ritmi irregolari o segue una dieta sbilanciata, il fabbisogno di supporto è diverso e probabilmente più continuativo nel tempo.
C'è poi la questione della durata dei cicli, su cui spesso si hanno idee confuse. Gli integratori per le difese immunitarie non vanno necessariamente presi tutto l'anno. Un ciclo di quattro-sei settimane è spesso sufficiente per coprire i periodi di maggiore vulnerabilità.
Una precisazione che vale la pena tenere a mente: gli integratori alimentari sono prodotti sicuri, ma non privi di interazioni con alcune terapie farmacologiche. Prima di iniziare un ciclo in presenza di patologie o cure in corso, confrontarsi con il proprio medico o farmacista è la scelta corretta.
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