Si riaccende il dibattito politico attorno ai proventi del Casinò di Sanremo e alla possibile redistribuzione delle cosiddette quote “ante riparto” ai Comuni del territorio. A intervenire con una presa di posizione netta è la consigliera comunale di Forza Italia Patrizia Badino, che ha presentato un ordine del giorno per esprimere la contrarietà a qualsiasi ipotesi di riparto delle risorse.
Il documento, indirizzato al sindaco, alla giunta e all’intero consiglio comunale, ribadisce il ruolo strategico della casa da gioco per l’economia cittadina, l’occupazione e l’attrattività turistica di Sanremo. Badino richiama anche quanto emerso nei giorni scorsi durante il Consiglio provinciale tenutosi a Villa Nobel, dove è tornata sul tavolo la richiesta, da parte di diversi Comuni, di reintrodurre meccanismi di redistribuzione degli introiti. Una prospettiva che trova però forti resistenze nella politica matuziana. Come evidenziato nell’ordine del giorno, negli anni più difficili – in particolare tra il 2012 e il 2014 – il Comune di Sanremo ha sostenuto da solo il peso del salvataggio del Casinò, intervenendo con aumenti di capitale e coprendo perdite significative, senza alcun contributo da parte degli altri enti locali. Determinante fu anche il sacrificio dei lavoratori, che accettarono riduzioni economiche pur di garantire la continuità dell’azienda.
Oggi, con il ritorno all’utile, il Casinò garantisce al Comune circa il 26% degli incassi, pari a oltre 10 milioni di euro netti all’anno. Una cifra che torna al centro del confronto politico, alimentando le richieste di redistribuzione. Tuttavia, viene sottolineato come non esista alcun obbligo normativo che imponga al Comune di condividere tali risorse: in passato, quando la quota ante riparto fu eliminata, non si registrarono né contestazioni formali né rilievi giuridici. Nel suo atto, Badino evidenzia inoltre come le risorse generate dalla casa da gioco debbano essere interamente reinvestite sul territorio sanremese, per il miglioramento dei servizi, delle infrastrutture e della promozione turistica. La cessione di quote ad altri Comuni, secondo la consigliera, rischierebbe di indebolire la capacità di investimento sia del Casinò sia dell’ente locale.
Da qui l’impegno richiesto al sindaco e alla giunta: opporsi fermamente a qualsiasi forma di riparto e difendere il ruolo esclusivo del Comune di Sanremo nella gestione e nel beneficio dei proventi della casa da gioco. Intanto, il Consiglio provinciale ha avviato un percorso di approfondimento per valutare la possibile reintroduzione delle quote ante riparto, anche se la strada appare complessa. Restano aperti diversi interrogativi, tra cui la natura giuridica di tali risorse – se diritto acquisito o scelta discrezionale – e le modalità di utilizzo, spesso in passato destinate a spese generiche più che alla promozione turistica.
Il confronto è destinato a proseguire, ma il clima si preannuncia teso. Sul tavolo ci sono oltre 10 milioni di euro e interessi contrapposti che rischiano di irrigidire i rapporti istituzionali. Da Sanremo, però, il messaggio appare chiaro: in assenza di vincoli di legge, la decisione finale spetta al Comune.