Attualità - 27 aprile 2026, 11:10

Coldiretti Liguria partecipa con una nutrita delegazione alla mobilitazione nazionale del Brennero

Per chiedere con forza la revisione del codice doganale europeo e difendere il vero Made in Italy

Una nutrita delegazione di agricoltori e imprese liguri ha preso parte oggi, 27 aprile 2026, alla grande mobilitazione nazionale della Coldiretti al Brennero, insieme a diecimila agricoltori provenienti da tutte le regioni italiane, per chiedere con forza la revisione del codice doganale europeo e difendere il vero Made in Italy.

Al centro della protesta la norma dell’“ultima trasformazione sostanziale”, che consente di etichettare come italiani prodotti ottenuti da materie prime straniere semplicemente perché lavorati sul territorio nazionale. Un meccanismo che sottrae fino a 20 miliardi di euro agli agricoltori italiani, alterando la concorrenza, comprimendo i redditi e ingannando i consumatori.

“In un momento già segnato da forti criticità per il settore agricolo”, dichiara Gianluca Boeri, presidente Coldiretti Liguria, “la revisione del codice doganale rappresenta una priorità non più rinviabile. Anche in Liguria le imprese agricole stanno affrontando rincari pesantissimi legati all’energia, ai carburanti e ai mezzi tecnici, aggravati dalle tensioni internazionali. Difendere l’origine delle produzioni significa garantire reddito alle aziende, trasparenza ai consumatori e futuro ai territori.”

La mobilitazione arriva infatti in un contesto internazionale complesso, con l’aumento dei costi di produzione e difficoltà negli approvvigionamenti che mettono a rischio le semine e favoriscono la diffusione di prodotti alimentari ultra-trasformati a scapito della qualità.

“Quella del Brennero è una battaglia che riguarda da vicino anche la nostra regione”, sottolinea Bruno Rivarossa, Delegato Confederale, “perché il sistema attuale penalizza le eccellenze locali e apre la strada a pratiche che nulla hanno a che vedere con la vera identità agroalimentare italiana. Serve un intervento a livello europeo che introduca l’obbligo dell’etichetta d’origine su tutti i prodotti alimentari e superi definitivamente le distorsioni dell’attuale normativa.”

Nel corso della giornata al Brennero, tra i numerosi camion aperti, un caso emblematico è stato quello del tir contenente pesce importato dall’estero destinato al mercato italiano. Il che dimostra come prodotti ittici stranieri possano arrivare nel nostro Paese per essere successivamente lavorati o confezionati e quindi etichettati come italiani, senza un’adeguata informazione per i consumatori. Una dinamica che penalizza fortemente anche la pesca e l’acquacoltura ligure, dove la qualità e la tracciabilità rappresentano elementi fondamentali.

Dal Brennero, ogni giorno, transitano infatti enormi quantitativi di materie prime e semilavorati stranieri – dalle cagliate al latte, dalle carni ai cereali – che, una volta trasformati, possono essere commercializzati come italiani senza adeguata trasparenza. Una situazione che mette sotto pressione le filiere agricole e alimentari, compresa quella ligure, dove qualità, tipicità e legame con il territorio rappresentano un valore distintivo.

“La presenza oggi dei nostri agricoltori”, aggiungono Boeri e Rivarossa, “testimonia la determinazione della Liguria nel difendere il proprio patrimonio agroalimentare. È una battaglia di equità economica ma anche di verità nei confronti dei cittadini. Senza regole chiare sull’origine si rischia di compromettere la fiducia nel Made in Italy e di indebolire un settore strategico per l’economia e l’occupazione.”

La mobilitazione si inserisce nel più ampio percorso promosso da Coldiretti a livello nazionale, sostenuto dalla campagna #nofakeinitaly, per ottenere maggiore trasparenza lungo tutta la filiera agroalimentare, tutelare il lavoro agricolo e garantire una corretta informazione ai consumatori.


 

Redazione