Politica - 25 aprile 2026, 18:09

Sanremo, polemiche sul corteo del 29 Aprile: Rifondazione Comunista replica alle Associazioni dei Combattenti

Il segretario del PRC Sanremo Paolo Germano: “La Resistenza fu pluralista. Le bandiere comuniste hanno pieno diritto di esserci”

Sulle tensioni registrate questa mattina durante il corteo del 25 Aprile, con l’abbandono della manifestazione da parte delle Associazioni dei Combattenti a causa della presenza di bandiere ritenute “non gradite”, interviene il segretario del Partito della Rifondazione Comunista di Sanremo, Paolo Germano.

Germano ricorda innanzitutto che la Resistenza italiana fu “un movimento pluralista, non esclusivamente comunista”, composto da socialisti, cattolici, azionisti e monarchici, uniti nella lotta contro il nazifascismo. Sottolinea però che i comunisti ebbero “un ruolo centrale”: le Brigate Garibaldi, legate al PCI, rappresentavano circa il 50% delle forze partigiane e sostennero “il peso maggiore della lotta armata”. Secondo Germano, i garibaldini pagarono anche “il prezzo più alto”, costituendo la maggioranza delle vittime tra le formazioni partigiane.

Alla luce di questi elementi storici, il segretario del PRC afferma che Rifondazione Comunista, erede del PCI, “ha pieno diritto di partecipare con le proprie bandiere alla celebrazione della Festa della Liberazione”.

Germano interviene anche sul diverbio avvenuto con il collettivo studentesco del Papavero Rosso, sempre legato alla questione dei simboli esposti. Una polemica che, a suo giudizio, “si commenta da sola”. “Anziché apprezzare che dei diciottenni festeggino e ricordino con orgoglio la Resistenza Partigiana – osserva – si è cercato anacronisticamente di limitarne la partecipazione”.

Il segretario aggiunge che, se i combattenti non avessero lasciato il corteo, avrebbero potuto ascoltare e apprezzare la lettura, da parte di Andrea Scavello, della lettera del partigiano parmense Giacomo Ulivi, definita “straordinariamente attuale”. E conclude con una nota polemica: “Come si dice, gli assenti hanno sempre torto”.