Il Consiglio regionale della Liguria ha approvato il nuovo Piano energetico ambientale 2030, un documento strategico che punta a rafforzare la produzione interna di energia e a guidare la transizione verso un modello più sostenibile. A sottolinearne l’importanza è Armando Biasi, consigliere della Lega e relatore del provvedimento.
“Il Consiglio regionale ha approvato un documento che guarda al futuro della nostra regione con visione e concretezza”, ha dichiarato Biasi, evidenziando il lavoro condiviso con l’assessore Paolo Ripamonti, la commissione competente e i diversi attori coinvolti nel percorso di confronto.
Il Piano nasce infatti da un ampio dialogo con istituzioni, associazioni e categorie economiche, con l’obiettivo di costruire una strategia condivisa. Tra le priorità indicate, spiccano l’aumento della produzione da fonti rinnovabili, la riduzione della dipendenza energetica dall’esterno e il miglioramento dell’efficienza complessiva del sistema.
Negli ultimi anni la Liguria ha registrato una contrazione della produzione interna, anche a causa della dismissione delle centrali termoelettriche. Ora l’intenzione è invertire la rotta, puntando su fotovoltaico, eolico e idroelettrico, oltre allo sviluppo di biomasse e pompe di calore. “Il target fissato dal Ministero dell’Ambiente è ambizioso, ma contiamo di superarlo”, ha aggiunto Biasi.
Ampio spazio è dedicato anche all’innovazione tecnologica: dall’energia marina all’eolico off-shore, fino all’idrogeno verde e al nucleare di nuova generazione, ambiti nei quali la Liguria punta a ritagliarsi un ruolo di rilievo anche a livello nazionale.
Non solo produzione: il Piano interviene anche sui consumi, promuovendo maggiore efficienza energetica in abitazioni, edifici pubblici e imprese. Parallelamente, viene rafforzato l’impegno sulla mobilità sostenibile, con incentivi al trasporto ferroviario, allo sviluppo della mobilità elettrica e all’utilizzo del Gnl nel settore marittimo.
“Questo Piano non impone, ma indirizza, offrendo strumenti e semplificando le procedure per accompagnare cittadini e imprese in una transizione sostenibile anche dal punto di vista economico e sociale”, ha concluso Biasi.
Una tappa significativa verso una Liguria “più autonoma, moderna e attenta all’ambiente”.