Massimo Popolizio dà voce ad uno dei testi più intensi della produzione letteraria di John Steinbeck , creando uno spettacolo intenso ed emozionante che coinvolge il pubblico. La rappresentazione, inserita nella Stagione teatrale del Casinò di Sanremo, andrà in scena venerdì 24 aprile ore 21.00 nel teatro dell’Opera.
Dopo Ezio Greggio, Stefano Fresi, Cesare Bocci e Vittoria Belvedere, Giampaolo Morelli, Max Pisu e Chiara Salerno, Rocio Munoz Morales, Giorgio Lupano e Gabriele Pignotta, che hanno riscosso il gradimento del folto pubblico, la stagione teatrale offre ancora due appuntamenti: il primo venerdì 24 aprile con Massimo Popolizio, l’ultimo, venerdì 22 maggio, con Luca Bizzarri, Enzo Paci e Antonio Zavatteri.
La stagione teatrale vuole trasmettere momenti di svago ma anche di riflessione, pagine impegnate che hanno fatto la storia del nostro teatro ma anche pièce che rappresentano in maniera plastica la contemporaneità. Sono appuntamenti esclusivi con i protagonisti del mondo dello spettacolo e dell’intrattenimento, per cui è basilare mantenere il rapporto diretto con il pubblico anche nella dimensione teatrale.
Nell’estate del 1936, John Steinbeck parte per una missione: raccontare le condizioni dei braccianti costretti a migrare dal cuore spaccato degli Stati Uniti verso la California. Tre anni dopo scrive Furore, in cui cronaca, politica e umanità si fondono in una narrazione che brucia.
Non è solo letteratura: è un grido epico che ha cambiato per sempre il nostro sguardo sulla giustizia sociale, sulla dignità degli sconfitti. La più grande epopea degli ultimi.
Massimo Popolizio dà corpo e voce al Narratore steinbeckiano e lo fa con il rigore e la passione di un racconto civile che ancora oggi ci interroga: è possibile restare umani quando tutto intorno frana?
Accanto a lui, il percussionista Giovanni Lo Cascio disegna dal vivo un paesaggio sonoro vibrante e tellurico, un controcanto che esalta il senso di giustizia e la passione per la verità del narratore, ma anche la profonda e inesauribile dignità del popolo migrante.
Biglietti
Platea Primo settore € 25,00
Platea secondo settore € 20.00
Galleria € 15.00
Gruppo di 10 studenti con insegnante costo del biglietto in galleria € 5. (superiori a 10 € 4).
Persone fragile con accompagnatore sconto del 50% ad entrambi.
Associazioni con elenco dei soci presentato dal Presidente € 5 di sconto su abbonamenti. Compagnie teatrali con elenco portato dal rappresentante € 5 di sconto su abbonamenti.
Biglietteria attiva anche online.
gli eventi sono in vendita online sul sito:
https://www.boxol.it/casinosanremo
questi i singoli link
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Biglietteria
Servizio di Biglietteria presso botteghino del Teatro nei giorni: - martedì, giovedì, venerdì sabato, dalle ore 16.00 alle ore 20.00. tutti i giorni, sino al 31 ottobre 2024 dalle h 16.00 alle 20.00 - nei giorni degli spettacoli previsti in stagione, dall’h 16.00 alle 21.00.
Servizio di prevendita: Compagnia Teatro Dell’albero Biglietteria presso Porta Teatro Casinò di Sanremo tel 0184 595273 (negli orari indicati) Prenotazione libera cell. 347 7302028 e cell 333 7679409 whatsapp.
Emal info@ilteatrodellalbero.it
www.casinosanremo.it
Venerdì 22 maggio ore 21.00
Luca Bizzarri Enzo Paci Antonio Zavatteri
Le nostre donne
Di Eric Assous
Regia Alberto Giusta
produzione Nidodiragno/CMC - Teatro Stabile di Verona
Una commedia francese dell’autore contemporaneo franco-tunisino Eric Assous.
Max (Luca Bizzarri), Paul (Enzo Paci) e Simon (Antonio Zavatteri) sono amici da trent’anni. Un’amicizia vera, inossidabile e gioiosa. La loro vita professionale è un successo, il bilancio della loro vita privata un po’ meno. Una sera, i tre amici si ritrovano a casa di Max per il loro consueto poker. Le cose, però non andranno come di consueto.
Una commedia comica e intelligente, magistralmente dosata in perfetto stile francese: raffinata e dissacrante, leggera e spietata al tempo stesso, dal ritmo inarrestabile che gioca con il ribaltamento dei ruoli e con i colpi di scena. Una prova d’attore tutta al maschile, in cui le donne del titolo non ci sono fisicamente, ma invadono comunque la scena: amate, odiate, rimpiante, assenze materializzate dai discorsi dei loro uomini in crisi.