Dopo gli appuntamenti a Genova e Imperia, l'ambasciatore svizzero Roberto Balzaretti fa tappa anche a Sanremo, con una lectio tenuta tra le mura dell'Istituto di diritto umanitario di Villa Ormond.
All'incontro, a cui hanno preso parte, tra gli altri, anche il sindaco di Sanremo Alessandro Mager, il console generale di Svizzera a Milano, Stefano Lazzarotto, il presidente dell'Istituto di diritto umanitario Giorgio Battisti, il consigliere comunale Vittorio Toesca, il membro del Cda del Casinò di Sanremo Sonia Balestra e il prefetto di Imperia Antonio Giaccari.
Dopo l'introduzione del padrone di casa, a prendere la parola per i saluti è stato il primo cittadino sanremese: "Siamo in una villa nata per volontà di uno svizzero, che venne qui in Riviera perché la moglie soffriva di asma. Sanremo infatti era nota nel Nord Europa per il libro 'Dottor Antonio' (di Giovanni Domenico Ruffini, ndr.), che ebbe una grande diffusione. Oggi questa ospita l’Istituto di diritto umanitario, un’eccellenza del nostro territorio. Siamo molto contenti della visita dell’ambasciatore e del console, che permetterà di rinsaldare i rapporti tra la Svizzera e il nostro territorio".
A seguire è intervenuto l’ambasciatore Balzaretti, sottolineando l’importanza della diplomazia pubblica: "A noi piace la diplomazia pubblica, quella che ci chiama a uscire dagli uffici per spiegare alle persone quello che facciamo. La Svizzera è un Paese diverso dall’Italia come struttura, ma più simile di quanto si creda: dobbiamo capire chi siamo noi e chi siete voi, trovando punti di convergenza per una convivenza positiva".
Il viaggio in Liguria ha fatto tappa anche a Genova, dove la delegazione ha incontrato le istituzioni regionali per discutere delle infrastrutture, tra cui il Terzo Valico, considerato un elemento fondamentale per la Svizzera, che vede la Liguria come il proprio sbocco sul mare.
La lectio si è poi concentrata su ciò che può e non può essere fatto in caso di conflitto, con un forte richiamo alla pace, all’ambiente e alla transizione democratica nei Paesi alleati, elementi che rendono possibile il “buon vicinato”.
Balzaretti ha ricordato come la percezione della sicurezza in Occidente sia cambiata dopo l’11 settembre, introducendo il concetto di difesa preventiva, e ha evidenziato il ritorno di conflitti attivi e tensioni internazionali che si pensavano superate dopo la caduta del Muro di Berlino.
"Siamo in un momento delicato, una fase chiave per il diritto internazionale, ma dobbiamo tenere a mente come le regole internazionali valgano per tutti. Voglio dare due piste su come uscire da questo tema: se il mondo è cambiato e ha bisogno di nuove regole, bisogna sedersi intorno a un tavolo e cambiare le regole, altrimenti vince solamente chi è più forte e questo non va bene. Gli interessi a riscrivere queste regole devono però essere generale, non votare agli interessi dei singoli. Bisogna che gli Stati si diano e diano dei limiti, non lasciando fare alle superpotenze e basta. Per quanto riguarda me, io sul diritto umanitario sarei abbastanza categorico: esistono delle norme che vanno rispettate e dobbiamo impegnarci a farle rispettare. Ci sono moltissimi Stati e organi parastatali che invece violano queste regole e noi dovremmo agire in tal modo".
A ribadire l’importanza della formazione è stato nuovamente il presidente Battisti: "Noi siamo quelli che hanno scritto queste regole e le abbiamo diffuse, dobbiamo essere un esempio di come vadano rispettate. Lo scorso anno abbiamo organizzato un incontro aperto agli ufficiali provenienti da tutto il mondo e continuiamo con convegni rivolti ai giovani, con la speranza che ricordino quanto detto tra queste mura".
Dopo gli interventi si è aperto un dibattito con gli studenti delle scuole superiori del territorio, dedicato all’equilibrio geopolitico attuale e allo stato del diritto internazionale, chiudendo una giornata all’insegna del dialogo e della cooperazione tra territori vicini.