La situazione degli affitti nella provincia di Imperia raggiunge livelli sempre più critici. Secondo quanto riportato dalla Segreteria Provinciale del Partito della Rifondazione Comunista, i dati evidenziano un quadro allarmante: la domanda di abitazioni in affitto è cresciuta del 35%, mentre la disponibilità degli immobili è crollata del 33,3%, generando un conseguente aumento dei canoni pari al 20%.
Una dinamica che, secondo il partito, rappresenta “il classico paradosso del libero mercato”, dove i diritti fondamentali dei cittadini, come quello alla casa, finiscono in secondo piano rispetto alla logica del profitto e della speculazione. Nel comunicato si punta il dito contro le politiche locali e regionali, accusate di favorire la cosiddetta “turistificazione” della Liguria, ritenuta insostenibile. La crescente pressione del mercato turistico, infatti, ridurrebbe ulteriormente la disponibilità di alloggi per i residenti, aggravando una crisi già resa difficile dal contesto economico internazionale.
“I cittadini non sono più in grado di sostenere questa esasperante crescita dei costi della vita”, si legge nella nota, che sottolinea il peso sempre più gravoso degli affitti sulle famiglie. Per affrontare l’emergenza, Rifondazione Comunista propone una serie di interventi concreti: un piano di investimenti nell’edilizia popolare, misure di sostegno per le famiglie in difficoltà e il recupero degli alloggi attualmente vuoti.
L’obiettivo dichiarato è quello di riportare al centro il diritto all’abitare, contrastando le distorsioni del mercato e garantendo maggiore equità sociale sul territorio.