A due mesi dalla morte della piccola Beatrice, l’inchiesta resta in una fase di attesa, incentrata sugli accertamenti scientifici disposti dalla Procura. Gli avvocati delle parti coinvolte non hanno ancora ricevuto gli esiti né delle analisi dei Ris di Parma né dell’autopsia eseguita lo scorso 16 febbraio.
Secondo quanto filtra, i primi risultati potrebbero essere quelli autoptici, ma non è escluso che arrivino prima quelli dei Ris. Tutti gli esami svolti sono infatti collegati tra loro e dovranno essere letti in modo congiunto: dalle analisi del Dna a quelle sugli indumenti, fino ai rilievi effettuati nell’abitazione di Montenero, in quella di Perinaldo e sull’auto della madre. Elementi che trovano una chiave di lettura solo se incrociati con quanto emergerà dall’autopsia.
Il corpo della bambina, a distanza di due mesi dall’esame autoptico, non è stato ancora restituito alla famiglia e non è stata autorizzata la sepoltura. Una circostanza che lascia intendere come il medico legale Francesco Ventura possa avvalersi dell’intero termine previsto per il deposito della relazione, fino a 90 giorni, prima di fornire un quadro definitivo.
L’indagine si trova quindi in una fase in cui non si registrano novità sul piano formale, ma in cui si stanno completando passaggi ritenuti decisivi per la ricostruzione dei fatti.
Nel frattempo, resta complessa anche la situazione delle persone coinvolte. Manuela Aiello, madre della bambina, si trova detenuta nel carcere di Torino e continua a sostenere la propria innocenza. Attraverso il proprio legale ha ribadito di non aver mai fatto del male alle figlie e chiede che venga fatta chiarezza su quanto accaduto. Le sue condizioni restano fragili, con un supporto costante dal punto di vista sanitario e psicologico.
Anche Emanuel Iannuzzi, compagno della donna e indagato a piede libero per omicidio preterintenzionale, vive una fase difficile. Come riferito dal suo legale Cristian Urbini, l’uomo non esce di casa ed è profondamente segnato da quanto accaduto.
In attesa degli esiti degli accertamenti, il procedimento resta quindi sospeso, con tutti gli elementi raccolti che dovranno essere analizzati nel loro insieme prima di poter definire un quadro più preciso della vicenda.