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Politica | 13 aprile 2026, 19:31

Taggia, in Consiglio il bando “Sport Missione Comune”. Progettiamo il Futuro: “Rischiamo di perdere un’occasione”. Ceresola: “Iter complesso”

Progettiamo il Futuro chiede conto della partecipazione al bando per l’impiantistica sportiva. La risposta arriva da Ceresola, ma Federico attacca: “La burocrazia non può diventare un alibi”

Taggia, in Consiglio il bando “Sport Missione Comune”. Progettiamo il Futuro: “Rischiamo di perdere un’occasione”. Ceresola: “Iter complesso”

Non solo un’interrogazione tecnica, ma un confronto politico vero e proprio sulla capacità di programmazione dell’amministrazione. In Consiglio comunale a Taggia si è acceso il dibattito sul bando “Sport Missione Comune 2026”, portato in aula dal gruppo di minoranza Progettiamo il Futuro, che ha chiesto chiarimenti sulle mosse del Comune rispetto a una misura ritenuta strategica per il miglioramento degli impianti sportivi e delle strutture collegate.

Il tema era inserito all’ordine del giorno della seduta del 13 aprile, al punto dedicato all’interrogazione presentata dalla minoranza sul bando promosso dall’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale .

Il bando e le domande dell’opposizione. L’iniziativa nazionale mette a disposizione risorse per interventi su impianti sportivi, efficientamento energetico, piste ciclabili e acquisto di aree o immobili destinati allo sport, con abbattimento totale degli interessi fino a dieci anni e domande presentabili fino al 30 settembre 2026 con procedura a sportello .

Da qui l’intervento del consigliere Giuseppe Federico, che ha motivato così l’interrogazione: “Si tratta di un'opportunità per migliorare impianti sportivi, ciclabili e strutture a beneficio della comunità. Siccome non abbiamo notizie se l’amministrazione abbia proceduto ad una iniziativa su questo bando, volevo sapere come vi siete mossi in merito. Rischiamo di perdere un’occasione e di buttare al vento un’opportunità che ci consente attraverso una pianificazione di andare a risolvere problematiche che conosciamo tutti rispetto agli impianti sportivi”.

Nel testo dell’interrogazione, la minoranza chiede tra l’altro se l’amministrazione sia a conoscenza del bando, se intenda partecipare, quali interventi ritenga prioritari e se esista un piano organico di investimenti sull’impiantistica sportiva .

La risposta affidata a Ceresola. Assente il sindaco Mario Conio, la replica dell’amministrazione è arrivata, su delega, dal consigliere Giancarlo Ceresola, che ha ricostruito il quadro degli impianti presenti sul territorio e il livello di attenzione del Comune sul tema. “Le strutture sportive presenti a Taggia sono 14, di cui alcune in affidamento mentre altre a gestione diretta: 4 palestre scolastiche, 1 dotata di tribune, quindi più ampia, la palestra Ruffini, poi una pista. Queste strutture sono manutentate regolarmente dagli uffici preposti. Il palazzetto Ruffini ha ricevuto interventi da poco”.

Poi il passaggio centrale sul bando: “L’amministrazione è a conoscenza del bando, che è articolato e prevede un iter importante: redazione progettazione, richiesta mutuo entro 2026, prima istanza contributo credito sportivo, in seguito approvazione progetto, poi domanda Coni, poi istanza contributo per copertura solo interessi e non quota capitale”.

Ceresola ha insistito sul fatto che la misura non copre il costo complessivo dell’intervento: “Ci sarebbe possibilità di risparmiare solo gli interessi, ma il Comune dovrebbe pagare questo mutuo; inoltre non è neanche detto che partecipando a questo bando si riesca a ricevere il pagamento degli interessi da parte del bando”.

Sul piano operativo, ha aggiunto: “Il Comune sta lavorando dietro questo bando, non viene tralasciato. La cosa più urgente da verificare e ripristinare è l’impermeabilizzazione del lastrico solare del Ruffini che ha delle problematiche, dove abbiamo già cercato di intervenire con un bando lo scorso anno, a cui non siamo riusciti a partecipare”.

Infine, il richiamo ai tentativi precedenti: “Oltre a questo, il Comune è attento ai bandi che possono uscire, già nel 2022 aveva chiesto un bando Pnrr per realizzazione palazzetto nelle caserme Revelli, che però non andò in porto, nonostante ci classificammo primi in Liguria. Il bando, ad ogni modo, molto probabilmente sarà prolungato a fine 2026. Valutazione impianti sportivi fatta nel 2023, approvata a luglio 2024”.

La controreplica: “Mi aspettavo una risposta della giunta”. La risposta non ha convinto la minoranza, che ha spostato subito il confronto sul terreno politico e istituzionale. Federico ha contestato prima di tutto il fatto che a rispondere non fosse un componente della giunta. “Mi aspettavo mi rispondesse qualcuno della giunta, che ha potere esecutivo, che possa prendere decisione. Mi viene strano che mi risponda lei che ha un incarico senza portafoglio. Prendo atto, quello che ha detto l’abbiamo sentito tutti, però lei non era il soggetto che doveva darmi risposta”.

Poi l’affondo sul merito: “Mi pare di capire che sta usando le procedure tecniche e la burocrazia come un alibi, qui stiamo parlando di capacità di programmazione. Nessuno mette in dubbio che voi diciate ‘siamo pronti...’, ma se sono anni che abbiamo sulle nostre strutture delle criticità, non è che si può aspettare l’interrogazione della minoranza su come intervenire, bisogna avere una programmazione che ce l’avete dal 2023”.

E ancora: “Non può essere neanche il limite di dire, sono gli interessi che possiamo risparmiare; tutto quello che ci ha detto mi sembra che siano giustificazioni, per dire che probabilmente tutto questo non sia prioritario. Noi accettiamo questo modo di amministrare che avete voi. Rimaniamo sempre col dubbio che la burocrazia sia un alibi”.

L’intervento di Longobardi. A chiudere il punto è stato il vicesindaco Espedito Longobardi, intervenuto per chiarire che la risposta di Ceresola non rappresentava una presa di distanza della giunta, ma una scelta condivisa. “Una precisazione, è vero che ha risposto Ceresola, la risposta anche se l’avessi data io sarebbe stata negli stessi termini, è stata elaborata insieme. Per una questione di collaborazione, per rendere partecipe ogni organo, ma non sarebbe cambiata nulla. È stata una questione di rispetto”.

Andrea Musacchio

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