Ventimiglia Progressista contesta la determina del 30 marzo scorso secondo la quale, nel periodo di due mesi, sarebbero stati registrati 675 mila euro di sanzioni, di cui oltre 405 mila euro destinati al concessionario. Nel documento politico si afferma che “6 euro su 10 escono dalle casse pubbliche”, evidenziando – secondo il movimento politivo frontaliero, una ripartizione delle entrate che favorirebbe il soggetto privato rispetto al Comune.
Ventimiglia Progressista solleva inoltre perplessità sul sistema di rilevamento delle infrazioni, sostenendo che una parte delle multe deriverebbe da autovelox con presunte criticità legate a omologazioni e contenziosi. Nonostante ciò, si sottolinea che tali dispositivi resterebbero comunque operativi. Per i firmatari, Gianni Cappelletti, Luca Donzelli, Salvatore Mastroieni, Maria Spinosi, il meccanismo descritto rischierebbe di trasformare la gestione delle sanzioni in una forma di “rendita”, in cui “più multe fai, più guadagni”, mettendo in discussione – a loro avviso – la finalità di prevenzione della sicurezza stradale.