Ogni partita casalinga della Sanremese sta diventando qualcosa di più di un semplice appuntamento di campionato. Al Comunale, accanto ai tifosi biancazzurri, si stanno infatti moltiplicando le presenze di ex campioni del mondo, d’Europa e giocatori di fama internazionale, ospiti della società e della dirigenza guidata dal nuovo corso societario. Un fenomeno che richiama inevitabilmente quanto accaduto negli ultimi anni a Como, dove l’arrivo di una proprietà ambiziosa ha trasformato il club in un vero e proprio punto di incontro per grandi nomi del calcio mondiale. Anche a Sanremo, grazie all’ingresso dei nuovi soci con la presenza di figure come Christian Karambeu, il Comunale sta diventando una sorta di salotto internazionale del pallone.
Tra tribuna e parterre, nelle ultime settimane, non sono mancati volti noti del calcio europeo e mondiale, ospiti della dirigenza biancazzurra insieme al presidente Alessandro Masu e allo staff societario. Un segnale chiaro di una strategia che punta a dare alla Sanremese un respiro sempre più internazionale, non solo sul campo ma anche nell’immagine e nelle relazioni. Un parallelo che viene riconosciuto anche all’interno della stessa società. A sottolinearlo è Marcello Panuccio, direttore dell’area tecnica della Sanremese, che guarda con interesse al percorso compiuto dai lariani. “Da un punto di vista geografico e per tipologia di territorio il parallelo con Como può esserci – spiega Panuccio –. Siamo vicini a località attrattive e, dal punto di vista della location, Sanremo è un posto bellissimo dove la gente ha piacere di venire e di presenziare”.
Il dirigente biancazzurro è però chiaro nel distinguere i due livelli attuali. “Oggi siamo in due mondi diversi: il Como ha raggiunto un livello molto importante e ha una proprietà tra le più forti al mondo. Se proprio vogliamo fare un paragone, possiamo pensare al Como dei primi anni in Serie B, quando Cesc Fabregas era prima giocatore e poi ha iniziato la sua avventura come allenatore”. Nonostante le differenze, la direzione intrapresa dalla Sanremese sembra guardare proprio a quel modello di crescita. “Il parallelo regge perché la società sta cercando di portare avanti una visione precisa – continua Panuccio –. L’idea è quella di proiettarsi prima possibile verso una dimensione importante, che possa dare rilievo al club”.
Una crescita che, secondo il direttore dell’area tecnica, non può però prescindere da un passaggio fondamentale: lo sviluppo delle strutture. “Se si vuole fare calcio a livelli importanti bisogna vincere la domenica, certo, ma bisogna anche sviluppare le strutture. Non può esistere calcio senza strutture idonee, non necessariamente all’avanguardia, ma adeguate”. Un tema che riguarda da vicino la realtà della Sanremese, alle prese con spazi e organizzazione ancora limitati. “Per grande rispetto verso realtà come Sestri Levante e Bra, che hanno fatto imprese straordinarie, ho già detto che giocare un campionato a 200 o 300 chilometri da casa non ha molto senso. Lo stesso discorso vale per gli allenamenti”. Negli ultimi mesi qualcosa, però, è cambiato. “Ora abbiamo un’area che finalmente è casa nostra e questo ci dà un respiro diverso, anche se restiamo comunque molto contingentati negli spazi”. Da qui nasce anche l’idea di portare a Sanremo una dimensione più internazionale. “Il fatto di avere ospiti e figure di livello mondiale – conclude Panuccio – serve anche a far vedere qualcosa di diverso, a raccontare quello che vogliamo diventare”.
In attesa dei risultati sul campo, dunque, la Sanremese continua a costruire il proprio percorso. E intanto, al Comunale, ogni domenica si respira sempre di più un’atmosfera da grande calcio.