Politica - 09 aprile 2026, 17:06

Sumud aderisce al Pride: “Diritti LGBTQIA+, pace e giustizia sociale sono battaglie inseparabili e universali”

L’associazione: “Ha senso parlare di Palestina al Pride, perché è un movimento di liberazione per tutte e tutti”

Sumud aderisce al Pride di sabato a Sanremo e rilancia con forza un messaggio politico che lega diritti civili, diritti umani e diritti sociali in un’unica battaglia. In un comunicato diffuso nelle ultime ore, l’associazione sottolinea che “non esistono libertà parziali: o sono per tutte e tutti, oppure non sono”. Nel testo, Sumud evidenzia come le lotte per i diritti LGBTQIA+ non possano essere separate dai temi della pace e della giustizia, soprattutto in una fase storica segnata da guerre e violenze. Secondo l’associazione, “la pace e la giustizia non sono temi separati dalle lotte per i diritti LGBTQIA+, ma ne fanno parte integrante”.

Un passaggio centrale del comunicato riguarda la situazione in Palestina. Sumud denuncia “il genocidio in corso”, sostenendo che le persone queer palestinesi subiscano una doppia oppressione, sia come individui sia come parte di una comunità già esposta a discriminazioni. L’associazione critica inoltre la narrazione che descrive Israele come modello di tutela dei diritti LGBTQIA+, definendola incompatibile con la realtà di “discriminazioni, esclusioni e violenza sistemica”. Per Sumud, la mobilitazione per i diritti LGBTQIA+ si intreccia anche con la lotta contro il sistema imperialista, ritenuto responsabile di guerre, disuguaglianze e oppressione. “La nostra è anche una lotta a fianco delle persone queer palestinesi, che resistono in condizioni estremamente difficili”, si legge nel comunicato.

Da qui la presa di posizione finale: “Ha senso parlare di Palestina al Pride”, perché, conclude Sumud, “il Pride è prima di tutto un movimento di liberazione” e non può esserci liberazione se non è per tutte e per tutti.