Il SIB Fipe Confcommercio (Sindacato Italiano Balneari) esprime forte preoccupazione per il bando pubblicato dal Comune di Taggia relativo all’assegnazione di dodici concessioni demaniali marittime. Secondo il sindacato, pur nel rispetto del quadro normativo vigente, la procedura presenta criticità rilevanti che rischiano di penalizzare gli operatori storici e di compromettere l’equilibrio economico e occupazionale del comparto balneare locale. “Riteniamo che la procedura, così come strutturata, presenti criticità serie che rischiano di penalizzare gli operatori storici del litorale e di compromettere la tenuta occupazionale ed economica del settore”, ha dichiarato Enrico Schiappapietra del SIB.
Nel mirino soprattutto i criteri di valutazione del bando. Tra questi, l’assegnazione di punteggi a chi riduce oltre il 50% le superfici occupate dai manufatti: una misura che, secondo il sindacato, finisce per penalizzare chi ha investito negli anni per migliorare i servizi. Critiche anche al criterio che premia le attrezzature di nuova produzione, di fatto imponendo la sostituzione completa di lettini, ombrelloni e cabine. Altra questione controversa riguarda i punteggi attribuiti a chi si impegna nella realizzazione di opere di difesa costiera, interventi che il SIB considera di competenza pubblica. “Trasformarli in leva competitiva significa favorire i soggetti più capitalizzati”, sottolinea il sindacato, evidenziando il rischio di vantaggi per operatori esterni rispetto alle imprese locali.
Il bando, inoltre, viene definito contraddittorio: da un lato richiede la riduzione delle strutture, dall’altro impone l’ampliamento dei servizi, tra cui presidio delle spiagge libere, sicurezza, sostenibilità energetica e accessibilità. Un insieme di obblighi che, secondo il SIB, mette in difficoltà soprattutto le piccole e medie imprese del territorio di Arma di Taggia. Preoccupazione anche sul fronte occupazionale. Il sindacato ricorda che dietro ogni stabilimento balneare ci sono lavoratori stagionali, famiglie e fornitori locali, e che la perdita delle concessioni potrebbe avere ripercussioni sull’intero indotto.
Per questo il SIB chiede ufficialmente al Comune l’apertura di un tavolo tecnico con le associazioni di categoria prima della scadenza del bando. “Siamo disponibili al confronto costruttivo, ma pronti a tutelare i nostri associati in ogni sede”, conclude Schiappapietra.

















