Attualità - 07 aprile 2026, 18:13

Sanremo, esposto alla Procura Europea sui lavori ai Giardini Regina Elena: “Abbattimento di un pino senza perizia e in area vincolata”

Comitati e associazioni ambientaliste segnalano il caso all’E.P.P.O. per verificare il rispetto dei principi PNRR. Il Comune: “Non necessaria perizia agronomica, scelta prevista dal progetto”

Un esposto alla Procura Europea per chiedere verifiche sul rispetto dei principi ambientali nei progetti finanziati con fondi PNRR. È quanto hanno presentato il Comitato Paesaggio Alberi Territorio (PAT), Italia Nostra sezione Taggia-Sanremo “Libereso Guglielmi” e Assonanze, insieme a un gruppo di cittadini, in merito ai lavori di riqualificazione dei Giardini Regina Elena e di Piazza Castello, sul promontorio della Madonna della Costa.

Al centro della segnalazione, inviata alla sede torinese dell’E.P.P.O. (Procura Europea) e per conoscenza anche a Comune, Carabinieri forestali e Soprintendenza, c’è l’abbattimento di un pino di grandi dimensioni, definito dalle associazioni come elemento “caratterizzante dello skyline sanremese”, avvenuto – secondo quanto denunciato – in assenza di perizia agronomica, in area sottoposta a vincolo paesaggistico e in periodo nidificatorio. L’esposto: “Verificare il rispetto del principio DNSH”. Nella segnalazione, le associazioni chiedono di verificare il rispetto del principio DNSH (Do No Significant Harm), obbligatorio per i progetti finanziati con fondi europei, in questo caso inseriti nel piano PinQua.

In particolare, il riferimento è al lotto 06, relativo alla riqualificazione dei giardini storici e delle aree di Piazza Castello, inizialmente interessato – ricordano i comitati – da un progetto che prevedeva l’abbattimento di un’intera pineta, poi ridimensionato dopo la mobilitazione pubblica. Secondo le associazioni, però, l’intervento attuale riproporrebbe criticità analoghe, con l’abbattimento di un albero ultradecennale senza adeguata documentazione tecnica e con possibili violazioni dei criteri ambientali minimi (CAM) e della tutela dell’avifauna. Le richieste di accesso agli atti e il nodo delle perizie. La vicenda si inserisce in un confronto già acceso nei mesi scorsi tra associazioni e amministrazione comunale. In una lettera aperta al sindaco Alessandro Mager, i comitati avevano denunciato difficoltà nell’accesso alla documentazione tecnica, parlando di informazioni fornite “a contagocce” e della mancanza di perizie complete sugli alberi interessati dagli interventi. Le associazioni avevano inoltre sottolineato come le verifiche agronomiche, in alcuni casi, sarebbero state effettuate in corso d’opera e non preventivamente, chiedendo la possibilità di un contraddittorio tecnico attraverso consulenti indipendenti.

La posizione del Comune: “Perizia non necessaria”. Di diverso avviso l’amministrazione comunale. In una risposta ufficiale trasmessa tramite l’Ufficio Relazioni con il Pubblico, la dirigente del settore Ambiente ha chiarito che l’abbattimento del pino rientra in una modifica progettuale approvata dalla Giunta comunale, che ha previsto la conservazione di otto alberature e la sostituzione di un solo esemplare. Soprattutto, nella comunicazione si specifica che “non è pertanto necessaria la redazione di perizia agronomica specifica” per il caso in questione . Una posizione che rappresenta uno dei principali punti di scontro con le associazioni, che contestano proprio l’assenza di una valutazione tecnica preventiva su un albero considerato significativo dal punto di vista paesaggistico.

Un tema che intreccia ambiente, paesaggio e fondi europei. La questione non riguarda soltanto il singolo abbattimento, ma si inserisce in un quadro più ampio che coinvolge la gestione dei fondi PNRR e il rispetto dei vincoli ambientali. Il promontorio della Madonna della Costa, infatti, è un’area sottoposta a tutela paesaggistica, e secondo i comitati ogni intervento dovrebbe essere accompagnato da una documentazione tecnica completa e trasparente, anche alla luce degli obblighi europei. Da qui la scelta di rivolgersi alla Procura Europea, chiamata a vigilare proprio sulla corretta applicazione dei principi ambientali nei progetti finanziati con risorse comunitarie.