Politica - 31 marzo 2026, 07:14

Taggia, concessioni balneari: il Consiglio va avanti, ma in aula resta lo strappo con i balneari "Vergogna"

Protesta dopo il voto: “Vi aspettiamo al prossimo anno”. Bocciata la mozione di Cascino che chiedeva una pausa sul bando. La giunta: “Non possiamo fermarci”

“Vergogna… traditori… vi aspettiamo al prossimo anno”. Le parole rimbalzano nell’aula consiliare pochi secondi dopo il voto. Non è un episodio isolato, ma il punto più evidente di una serata che ha visto i balneari protagonisti tanto quanto la politica. Ieri sera il Consiglio comunale ha discusso – e deciso – sul tema delle concessioni demaniali. Ma, più del contenuto tecnico del dibattito, a restare è la reazione di chi, quelle concessioni, le vive ogni giorno.

La scena: l’aula e gli spalti. Fin dall’inizio, la seduta si è svolta davanti a una presenza compatta di operatori del settore. Volti tesi, attenzione costante, qualche commento durante gli interventi. Poi, al momento decisivo, la rottura. Il voto che boccia la mozione della minoranza scatena la protesta. Le parole sono nette, dirette, senza filtri. E soprattutto hanno un destinatario preciso: la maggioranza. “Vi aspettiamo al prossimo anno” non è solo uno sfogo, ma un messaggio politico che guarda già alle prossime elezioni.

Il passaggio in Consiglio. La mozione, presentata dal consigliere Gabriele Cascino, chiedeva di fermarsi. Non di bloccare definitivamente il percorso, ma di sospendere il bando e attendere un quadro nazionale più chiaro. “Non stiamo dicendo di non fare la gara – ha spiegato in aula – ma di fermarsi un attimo, valutare e aspettare un riferimento più solido”. Una richiesta costruita su un ragionamento preciso: il rischio che, in un contesto normativo ancora incerto, il bando possa non reggere. “È una materia complessa, una giungla tra norme europee, leggi dello Stato e sentenze – ha aggiunto –. Così si rischia di fare un bando che espone il Comune a problemi futuri”.

La risposta della giunta. La posizione dell’amministrazione è stata altrettanto chiara, ma opposta. Il sindaco Mario Conio ha escluso la possibilità di fermarsi, riportando il tema su un piano di obbligo normativo. “Non siamo davanti a una scelta libera – ha spiegato –. Dopo la sentenza del Tar, il Comune è stato chiamato ad avviare le procedure di gara”. E sulla richiesta di sospensione: “Non possiamo permetterci di fermarci senza motivazioni di illegittimità. Sarebbe una scelta non sostenibile”. Una linea che difende anche il lavoro tecnico svolto: “Abbiamo cercato di costruire un bando equilibrato, nel rispetto delle norme. Non si tratta solo di norme o procedure" dichiarano i rappresentanti dei concessionari. “Qui sono in gioco imprese, famiglie e un modello turistico costruito in decenni di lavoro. Per questo riteniamo che il confronto avrebbe potuto essere più aperto e orientato a soluzioni condivise.”

Secondo i concessionari, restano aperti punti centrali:
• Investimenti non valorizzati: manca un quadro ritenuto adeguato per il riconoscimento degli investimenti realizzati nel tempo
• Criteri di valutazione: il peso attribuito a componenti qualitative è considerato potenzialmente fonte di margini interpretativi rilevanti
• Sostenibilità economica: permangono incertezze su durata delle concessioni e oneri connessi, inclusi quelli legati ai parcheggi
Elementi che, nel loro insieme, potrebbero incidere sulla stabilità del settore e sull’attrattività del territorio.

Oltre il voto, resta la frattura. Il Consiglio si chiude con una decisione definita. Ma il clima che resta è quello di una distanza evidente tra istituzioni e operatori. Da una parte, l’amministrazione che rivendica un percorso obbligato. Dall’altra, un comparto che vive questa fase con incertezza e che ieri sera ha scelto di farlo sentire apertamente. 

Per il futuro, tra le principali preoccupazioni espresse, quella che il nuovo assetto possa risultare meno accessibile per le realtà locali storiche, favorendo operatori con maggiore capacità finanziaria.  Uno scenario che, secondo i concessionari, rischia di modificare in modo significativo l’equilibrio economico e sociale del territorio. I concessionari uscenti annunciano che seguiranno con attenzione l’evoluzione della vicenda e valuteranno ogni iniziativa nelle sedi competenti.