Non solo una celebrazione simbolica, ma anche un momento di bilancio e analisi. L’inaugurazione dell’anno giudiziario del Tribunale Ecclesiastico Diocesano di Ventimiglia-Sanremo, nel decimo anniversario dalla sua istituzione, si è trasformata in un’occasione per fotografare lo stato della giustizia ecclesiastica sul territorio, tra numeri, organizzazione e prospettive future.
L’appuntamento, ospitato presso le opere parrocchiali di San Siro, ha visto la presenza delle principali autorità civili e militari: il sindaco Alessandro Mager, il prefetto Antonio Giaccari, il senatore Gianni Berrino, il consigliere regionale Armando Biasi, insieme ai rappresentanti delle forze dell’ordine e al comandante della polizia locale Fulvio Asconio. Un segnale chiaro del riconoscimento istituzionale del ruolo svolto dal tribunale nel tessuto della comunità.
I numeri: meno cause pendenti, ma resta alta la complessità. Dai dati illustrati emerge un quadro in evoluzione. Le cause pendenti sono passate da 28 all’inizio del 2025 a 18 alla fine dell’anno, segno di un lavoro che ha permesso di smaltire parte dell’arretrato. Nel corso del 2025 sono state definite 15 cause, di cui 12 con esito affermativo e 3 “pro vinculo”.
Le nuove cause introdotte nel 2025 sono state 7, in calo rispetto alle 16 del 2024. Un dato che può essere letto in diversi modi: da un lato una minore conflittualità, dall’altro una possibile difficoltà ad accedere o intraprendere il percorso giudiziario ecclesiastico.
Non mancano poi i casi particolari: alcune cause sono state archiviate per inattività delle parti, una per il decesso della parte convenuta e un’altra per rinuncia. Segnali che raccontano quanto il percorso non sia solo giuridico, ma anche profondamente umano.
Un tribunale che cresce: nuove nomine e struttura rafforzata. Accanto ai numeri, emerge anche il rafforzamento dell’organizzazione interna. Nel corso del 2025 sono state effettuate diverse nomine: tra queste quella del nuovo vicario giudiziale, don Giovanni Parise, entrato in carica il 1° settembre, e quella del vice cancelliere don Simone Grisolia.
Il tribunale conta oggi otto giudici (oltre al vescovo) e cinque periti, a testimonianza di una struttura articolata e in grado di affrontare la complessità delle cause matrimoniali, che rappresentano il cuore dell’attività.
Il cuore del dibattito: matrimonio, fede e società. Al centro della giornata non sono mancati i momenti di riflessione. Il cardinale Giuseppe Versaldi ha proposto una lettura ampia del matrimonio, sottolineando come la sua indissolubilità non sia solo un principio religioso, ma un tema che coinvolge anche la dimensione antropologica e razionale della persona.
Nel suo intervento, il cardinale ha richiamato la necessità di mantenere aperto il dialogo tra fede e ragione, sottolineando che la proposta della Chiesa sul matrimonio non è un’imposizione, ma un contributo al dibattito culturale e sociale contemporaneo.
A seguire, l’avvocato Simone Pillon ha affrontato il rapporto tra matrimonio e ordinamento civile, evidenziando le differenze tra la visione ecclesiastica e quella statale, ma anche la possibilità di un confronto che tenga conto delle trasformazioni della società.
Un ruolo che va oltre il diritto. La giornata si è poi spostata nella Basilica di San Siro per la Messa solenne, seguita in serata dall’elevazione musicale del coro Echo Voces diretto dal maestro Marta Guassardo, a chiudere un evento che ha unito dimensione giuridica, spirituale e culturale.
Dieci anni dopo la sua nascita, il Tribunale Ecclesiastico Diocesano si conferma così non solo come un luogo di giustizia, ma anche come uno spazio di ascolto e accompagnamento, chiamato a confrontarsi con temi complessi come il matrimonio, la famiglia e le fragilità delle relazioni.
Un anniversario che non guarda solo al passato, ma che apre una riflessione sul futuro, in un contesto sociale in continua evoluzione, dove diritto e umanità restano profondamente intrecciati.