Politica - 24 marzo 2026, 10:51

Referendum costituzionale, vince il No: Ventimiglia Progressista "Segnale politico di svolta tra giustizia e equilibrio democratico"

“Non serve cambiare la Costituzione, ma rafforzare il sistema giudiziario”

Il risultato del referendum costituzionale segna un passaggio rilevante nel panorama politico nazionale. La vittoria del No viene interpretata come un’indicazione chiara: la riforma della giustizia non può passare attraverso modifiche costituzionali, ma richiede un intervento concreto sul funzionamento del sistema giudiziario. Secondo l’Ufficio Stampa di Ventimiglia Progressista (Gianni Cappelletti, Luca Donzelli, Salvatore Mastroieni, Maria Spinosi), il voto rappresenta non solo una scelta di garanzia ed equilibrio dei poteri, ma anche “il segno di una consapevolezza crescente” da parte dei cittadini. Una consapevolezza che si traduce nella difesa dell’assetto costituzionale e nella richiesta di riforme più incisive sul piano operativo.

Sul fronte politico, il risultato viene letto come una battuta d’arresto per un tentativo definito reazionario, volto a incidere non solo sull’architettura istituzionale, ma anche sulla memoria storica della Repubblica. In questo contesto, torna centrale il riferimento alla stagione di “Mani Pulite”, che ha lasciato una “ferita aperta” nella storia recente del Paese. Proprio da quel periodo, segnato dal conflitto tra politica e magistratura, prese forma nel 1994 una nuova proposta politica, costruita su un clima di incertezza e fragilità. “Un’Italia ancora orfana di una classe dirigente decaduta e compromessa” — si legge nel comunicato — che cercava risposte rapide, spesso tradotte in narrazioni semplici e di forte impatto emotivo.

Il No di oggi viene quindi interpretato come l’inizio di una possibile nuova fase politica, caratterizzata da maggiore maturità e attenzione agli equilibri democratici. Una fase in cui, secondo i promotori del comunicato, gli elettori sembrano voler prendere le distanze da proposte nate decenni fa e oggi percepite in modo diverso. “Forse è proprio a tutto questo che si è cominciato a dire NO”, conclude la nota, sottolineando il valore simbolico di un voto che potrebbe rappresentare un primo passo verso un rinnovamento più consapevole.