Un atto che non viene definito una semplice leggerezza, ma una scelta consapevole e grave sul piano istituzionale. È questo il senso del comunicato diffuso dall’Ufficio Stampa Ventimiglia Progressista — firmato da Gianni Cappelletti, Luca Donzelli, Salvatore Mastroieni e Maria Spinosi — che punta il dito contro il comportamento del sindaco durante il periodo di silenzio elettorale. Al centro della polemica, la pubblicazione sui canali istituzionali di un messaggio sintetico ma ritenuto inequivocabile: “Sì vota”. Una formula che, secondo gli estensori del comunicato, rappresenterebbe un’allusione chiara a un’indicazione di voto proprio nel momento più delicato di una consultazione referendaria.
Nel testo si sottolinea come il silenzio elettorale non sia una formalità, bensì “una regola di garanzia” pensata per proteggere i cittadini da influenze indebite, soprattutto quando queste provengono da chi ricopre ruoli pubblici. Per questo motivo, si legge, “eluderlo consapevolmente — per di più attraverso canali istituzionali — non è una leggerezza”, ma una violazione dello spirito democratico. Il comunicato insiste anche su un punto chiave: la distinzione tra ruolo pubblico e posizione personale. Un sindaco, viene evidenziato, “non è mai un privato cittadino quando comunica attraverso strumenti riconducibili alla sua funzione”. Agire diversamente significherebbe, secondo il documento, “piegare l’istituzione alla propria posizione, anziché rappresentarla”.
Da qui la conclusione, netta e politica: “Non è un malcostume qualsiasi. È un abuso di ruolo”. Un episodio che, per Ventimiglia Progressista, si inserisce in un quadro più ampio fatto di “scorrettezze normalizzate” e di un progressivo abbassamento della soglia di attenzione civica. Il passaggio finale è un monito sulla fiducia nelle istituzioni, che — si legge — “non si incrina nei grandi strappi, ma nelle piccole violazioni tollerate”. E quando le regole iniziano a essere percepite come aggirabili, la fiducia, più che venir meno, “diventa irragionevole”.
Una formale segnalazione è stata presentata alla Prefettura di Imperia dall’avvocato Maria Spinosi, in rappresentanza del Comitato Intemelio per il No: "Durante il periodo di silenzio elettorale su un profilo istituzionale riconducibile al Sindaco Di Muro sarebbe comparso un messaggio esplicito: 'Sì vota'." Il Comitato sottolinea come non si tratterebbe né di un’opinione privata né di un errore, bensì di una vera e propria indicazione di voto diffusa attraverso un canale istituzionale, in un momento in cui la normativa impone la sospensione di ogni forma di propaganda e viene ribadita la funzione del silenzio elettorale: "Garantire che il cittadino possa decidere liberamente, senza influenze esterne, soprattutto da parte di chi detiene incarichi pubblici. Proprio per questo, l’eventuale intervento di un rappresentante istituzionale in tale fase viene considerato particolarmente grave. 'Non siamo davanti a una sfumatura, ma a un limite oltrepassato', si legge nel testo, che insiste sul principio secondo cui le istituzioni non devono essere utilizzate come strumenti di propaganda personale, ancor più quando la legge impone neutralità e riservatezza.
La segnalazione è ora al vaglio della Prefettura, che dovrà valutare eventuali responsabilità. Resta, secondo i firmatari, una questione di fondo: il rispetto delle regole da parte di tutti, inclusi coloro che governano, come elemento essenziale per mantenere la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.